Cremona: non vi sarà alcun taglio alle linee dei bus gestite da Adda Trasporti

Cremona – Non vi sarà alcun taglio alle linee dei bus gestite da Adda Trasporti, nell’incontro convocato dal Prefetto mercoledì mattina è stato raggiunto
un accordo tra la Provincia di Cremona e la società di trasporti.

La Provincia si impegna a versare ad Adda Trasporti, entro il mese di marzo, anche la parte dell’Iva che dovrebbe essere a carico della Regione, come anticipo in attesa di una risposta
definitiva dal Pirellone.

«Abbiamo fatto un grande sforzo – dice l’assessore provinciale Agostino Alloni – accettando di anticipare la somma dovuta dalla Regione, perché la Provincia sente forte la
responsabilità di garantire il servizio a studenti e lavoratori pendolari».
Apprezzamento è stato espresso dai vertici di Adda Trasporti, che ha così deciso di soprassedere alla minacciata cancellazione di 24 linee di bus.
Restano tuttavia tutte le ragioni di preoccupazione.

«La Regione non ha saputo, nemmeno nell’incontro col Prefetto, dare risposte in merito al versamento della propria parte di Iva sul pagamento del servizio alle aziende che lo gestiscono.
E questo è grave. Per la Provincia di Cremona si tratta di circa 500mila euro all’anno di cui circa 300mila per la sola Adda Trasporti derivanti dal contratto di servizio firmato, con
l’approvazione regionale, nel 2004. Ora, a distanza di tre anni e a contratto vigente – continua Alloni – la Regione non può interrompere i pagamenti, oltretutto senza dire nulla,
semplicemente cancellando le somme dal proprio bilancio. Noi abbiamo anticipato la somma, per ora. L’avevamo fatto anche l’anno scorso, a fronte però di un impegno della Regione a
rifondere; cosa che, seppur con un ritardo di nove mesi, era avvenuta. Ora invece siamo davanti al silenzio assoluto».

La situazione riguarda tutte le Province lombarde, e la somma complessiva che la Regione non ha ancora dichiarato se verserà ammonta a milioni di euro.
«Una situazione inaccettabile – dice ancora Alloni – Se il pagamento non dovesse avvenire, tutto il trasporto pubblico locale in Lombardia potrebbe essere costretto a tagli significativi
di corse e di linee, ma soprattutto verrebbe fortemente messo in discussione l’avvio o il potenziamento dei servizi più innovativi, come i bus a chiamata, nei quali la nostra provincia
è particolarmente virtuosa. Per questo il 10 marzo si incontreranno tutti gli assessori provinciali ai Trasporti e decideranno il da farsi. Da parte mia non escludo anche azioni
clamorose, come la restituzione alla Regione della delega al trasporto pubblico locale o un’azione legale nei confronti del Pirellone».

«Le Province – conclude l’assessore – sono state al fianco dell’assessore regionale Cattaneo nel confronto con il governo per la richiesta di ottenere una parte delle accise sui
carburanti, da reimpiegare nel trasporto pubblico locale. Un’azione che ha portato in Lombardia 99 milioni di euro. Ora lo stesso Cattaneo non può lasciarci con questo «buco»
dell’Iva non pagata, non può scaricare sulle Province la responsabilità degli inevitabili tagli al servizio che ne sarebbero conseguenza. Tanto più in una regione, come la
Lombardia, che forse più di ogni altra ha bisogno di investire sul trasporto pubblico e sulla mobilità sostenibile, per ragioni economiche, sociali e ambientali. Chiedo, su questi
temi, l’intervento dei consiglieri regionali eletti del territorio, che sono molto autorevoli, perché aiutino a superare l’impasse e soprattutto convincano la Regione a rispettare i
patti e a sostenere un servizio strategico come il trasporto pubblico locale».

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