Milano, 2 maggio 2018

Dove si produce il miglior formaggio del mondo fatto con latte di capra? A Lainate, una cittadina alle porte di Milano, dove, caso quasi eccezionale, c’è una fattoria praticamente circondata da grandi condomini, che alleva capre. E, sì, l’Agricola – questo il nome dell’azienda che con il “Cremoso di capra” agli International Cheese Awards che si svolgono in Gran Bretagna, a Nantwich, nel Cheshire, regione famosa per il cheddar, dove partecipano quasi 6.000 produttori di formaggi produce il miglior formaggio del mondo -, si presenta come un pugno di terra sottratta all’invadenza del cemento.

A curare i 17 ettari della fattoria fondata nel 1937 dall’ingegnere Bormioli, dirigente della mitica Isotta Fraschini, è la famiglia Santacatterina dal 1951 con Pietro, da fittuario e dal 1980 dal figlio Aldo che ne acquisirà la proprietà nel 2000. Che, fra le prime innovazioni, introduce l’allevamento delle capre in una zona dove a dominare le attività zootecniche è la vacca da latte. Aldo ha vedute diverse da quelle del padre ed anche dagli usi locali, prima perché il latte che produce lo vuole trasformare in latticini da vendere freschi in un apposito spaccio aziendale. Poi per la scelta delle capre “producono meno latte, ma di grande qualità”, confida l’agricoltore lainatese.

da dx Aldo e Anna Santacatterina e Nicola Giuliani

E, comunque, che gli serve per produrre l’eccellente “Cremoso di capra” che i figli Andrea e Stefano, anche con una grande dose di ingenuità e molto improvvisazione perché non si erano informati bene di come si svolge il concorso, nel luglio scorso, decidono di portare il loro prodotto agli International Cheese Awards e, senza nemmeno rendersene conto, tornano a casa con il primo premio.

Quando Aldo incomincia ad affiancare il padre nella conduzione dell’azienda, negli anni Ottanta, ha un disegno ben preciso di quello che vuole fare. Che si svilupperà addirittura su una spiaggia cubana, appena acquisita la proprietà della cascina. Cioè, fare della fattoria un centro di aggregazione per chi vuole trascorrere un po’ di tempo a contatto con gli animali e mangiando prodotti genuini appena raccolti e trasformati in azienda.

Nascono, così, il caseificio e l’amburgheria, la gelateria e la caffetteria, il ristorante che nel 2017 ha servito 150.000 pasti (e, quest’anno supererà i 200.000 pasti), la corte e il parco giochi per permettere di vivere tutto il giorno nella natura, ammirare e giocare con tutti gli animali da cortile, non solo le capre. E, con la creazione della “Bottega dal Cuore Contadino”, potersi approvvigionare di prodotti genuini e certificati.

Adesso che la famiglia Santacatterina ha raggiunto lo scopo di fare de L’Agricola la “fattoria alle porte di Milano”, Aldo ha messo in cantiere altre iniziative da completare subito: creare una fattoria didattica, con l’obiettivo di educare bambini e ragazzi alla conoscenza della natura; avviare l’Agricola Lab, che sarà un contenitore scientifico per discutere su territorio, cibo e nutrizione; completare l’orto didattico; creare l’Agricola Incontra, che sarà specializzata nell’organizzazione di eventi artistici, musicali e culturali; e allestire la fattoria sociale “dove i valori genuini o semplici del cuore contadino saranno offerti e condivisi per supportare percorsi con differenti forme di disagio fisico e psichico”, è l’auspicio di Aldo.

Progetti realistici ed anche ritenuti validi da esponenti del mondo politico-amministrativo, visto che alla famiglia Santacatterina sono arrivati apprezzamenti prima dal sindaco di Lainate, Alberto Landonio che nel ricordare un bellissimo monumento della sia città, Villa Litta, visitato mediamente da 50.000 turisti all’anno, ammette che Lainate è più conosciuta per l’Agricola. Mentre per Pietro Romano, sindaco della vicina Rho, l’indotto prodotto dai Santacatterina, supera i confini amministrativi. Infatti, assicurano il lavoro a 140 dipendenti diretti, più 20 collaboratori esterni. “Questo grazie ad un disegno ben preciso – commenta Nicola Giuliani, l’esperto che ha redatto il business plan dell’azienda -: creare un ‘attività sempre in movimento, attenta al business ma ben inserita nel contesto sociale del territorio, con iniziative di interesse collettivo”.

Così, la “Fattoria alle porte di Milan o” diventa anche sociale e pure dal cuore contadino. “Perché – aggiunge Aldo, con l’approvazione della consorte Anna – sono prima di tutto contadino e allevatore innamorato della terra”.

Michele Pizzillo
per Newsfood.com