“Che errore sarebbe concentrarsi solo sulla crisi dell’auto e chiudere gli occhi sulle grandi difficoltà di migliaia di piccole e medie imprese a rischio chiusura con
danni all’occupazione realmente devastanti. Nel settore del commercio e turismo nel 2008 hanno chiuso 55 mila imprese con circa 150 mila posti di lavoro persi nella più
totale indifferenza”.

Il polverone solo sulla crisi dell’auto, che pure c’è e va affrontata, è dunque sbagliato e largamente impopolare perché ignora le drammatiche
condizioni di tantissime pmi e finisce con il produrre una assurda spaccatura della realtà sociale fra imprese e lavoratori di serie A ed imprese e lavoratori di serie B. Servono
invece interventi assai più vasti e profondi che tengano conto del reale assetto produttivo del paese”.