Cucina Brasiliana e cucina Italiana, un ponte di eccellenze a tavola

Cucina Brasiliana e cucina Italiana, un ponte di eccellenze a tavola

Cucina Brasiliana e cucina Italiana, un ponte di eccellenze tra i due continenti

La cucina, un ponte fra Italia e Brasile

Italia e Brasile sono Paesi lontanissimi ed assolutamente diversi, sia per dimensioni che per caratteristiche ambientali e storiche; tuttavia hanno qualcosa che li lega: prima di tutto la comune origine neolatina delle lingue, rispettivamente portoghese e italiano, (ed è assodato che una lingua non è costituita solo da un insieme di parole e di regole grammaticali, ma rappresenta un modo di vedere il mondo).
Nonostante la enorme distanza fra i due Paesi, essi si sentono vicini, anche per l’importante presenza di italo-brasiliani (nel 2013 si calcola che vivessero nel Paese circa 30 milioni di discendenti di immigrati italiani, circa il 15% della popolazione brasiliana), organizzati dalla benemerita Associazione AIM (Associazione per l’ Italia nel Mondo).

La Band “Vecchio Scarpone”, con un repertorio tutto  di  canzoni italiane , nominata la migliore band italiana in Brasile.

 

Grazie a loro si è scoperta una grande sintonia fra i due popoli: una delle cose più importanti che senz’altro li avvicina è il piacere della vita e della buona cucina, vero esperanto culturale.
Certamente gli ingredienti di queste cucine sono molto differenti e lo sono anche le rispettive tradizioni gastronomiche: ricchissime le varietà di frutta e verdura del Brasile (dovuta anche alla differenza di climi data la vastità del territorio, che si estende a differenti latitudini), mentre sono innumerevoli le ricette regionali italiane, la cui varietà è dovuta principalmente agli eventi storici che hanno visto il Bel Paese, diviso per secoli in vari staterelli, sicchè si sono creati dei….veri e propri dialetti gastronomici.

Ad ogni modo qualsiasi Italiano che si rechi in Brasile non può non rimanere colpito dal gusto della cucina brasiliana con la feijoada, il piatto nazionale preparato con riso, fagioli neri, carne di maiale e di manzo o la moqueca, stufato di pesce con latte di cocco e olio di palma o infine il churrasco, una pantagruelica grigliata di carne mista, tipica particolarmente del Sud

 

Churrasco, piatto tipico del Brasile del sud

Non dimentichiamo poi il Sushi Brasiliano, linea di cucina nata dalla fusione fra la cucina brasiliana (e soprattutto i suoi ingredienti) e la cucina degli immigrati giapponesi. Molto gustose anche le bevande: dal famosissimo Caipirinha, un cocktail alcolico fatto con zucchero, lime e cachaça (grappa derivata dalla canna da zucchero) al Batida, sempre con cachaça, frutta esotica e latte condensato. Da ultimo (ma solo in ordine di degustazione) troviamo il caffè, di cui il Brasile è fra i maggiori produttori mondiali più di cinquanta milioni di sacchi all’anno.

Dato il grande numero di italo-brasiliani, non è difficile per il turista italiano degustare un espresso all’italiana anche là, tuttavia vi è un modo tipico dei brasiliani per degustare il caffè: una bevanda a base di caffè caratterizzata dal gusto intenso, grazie anche alla punta alcolica del Baileys, e dal particolare effetto stratificato dato dalla schiuma di latte.
Per quanto riguarda invece la cucina italiana, essa è certamente molto apprezzata in Brasile, anche se non è facile (salvo nei ristoranti più qualificati) trovarne gli ingredienti originali, salvo forse l’eccezione della pasta, che tuttavia è piuttosto cara.

Per quanto riguarda i formaggi, abbiamo un’ottima presenza di Parmigiano-Reggiano e Grana Padano (anche se insidiati da molti prodotti “italian sounding” che non contribuiscono ad accrescere l’amore per l’autentica cucina italiana); pressochè sconosciuta invece l’autentica Mozzarella come pure altri tipi di formaggi italiani come il Mascarpone, il Pecorino, il Caciocavallo, l’Asiago o il Gorgonzola. Un ingrediente fondamentale della nostra cucina che assai difficilmente si trova in Brasile è l’olio extravergine di oliva, senza il quale è difficile pensare ad un’autentica cucina italiana.

Un’altra specialità italiana difficilmente reperibile in Brasile è la pasticceria. Invece i vini italiani, sono abbastanza conosciuti ed apprezzati, in particolare quelli fermi.
I legami tra l’Italia e questo enorme Paese, già ottimi, si potrebbero essere molto rafforzati da un reciproco approfondimento della conoscenza delle relative cucine per un accrescimento dellimport-export fra i due Paesi.
Per realizzare ciò si potrebbero organizzare degli eventi gastronomici per far meglio conoscere al pubblico, ma anche agli operatori i nostri prodotti, così da stimolarne l’importazione.

Naturalmente si potrebbe stimolare parallelamente anche l’importazione in Italia della meravigliosa produzione alimentare brasiliana, particolarmente di frutta.

La meravigliosa frutta brasiliana

Accanto ai frutti più noti, come Ananas, Cocco, Lime, Papaya, Mango ecc. ve ne sono altri da noi ben poco conosciuti come Açaí, Acerola, Cajà, Caju, Goiaba, Graviola Maracujà (disponibili spesso come polpa congelata) che possono tranquillamente considerarsi dei superfood; pertanto potrebbero aspirare ad un ampio mercato da noi, sia da mangiare tal quali, sia come base di fantastici cocktails estivi.

Per il caffè non servirebbe certo una stimolazione all’importazione, in quanto il caffè brasiliano è già apprezzatissimo, quanto una politica di equità sociale per agevolare particolarmente i piccoli coltivatori che hanno prodotti di qualità eccezionale, ma spesso vengono ignorati, o peggio sfruttati dai grandi importatori. (n.d.r. In Italia le cose non sono molto diverse… le piccole aziende stentano a sopravvivere, e in più hanno tasse, oneri e incombenze ormai insostenibili).

Testo di Gianluigi Pagano
in esclusiva per Newsfood.com
con il beneplacido di Mario Piccinini, un Italiano che vive a Bairro Tapajós, Indaial (tra San Paolo e Porto Alegre). Piccinini è il Responsabile per il Brasile di AIM – Associazione per l’Italia nel mondo!

 

Redazione Newsfood.com

 

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