Cucinare in casa? Sempre meno! In aumento il fuoricasa

Cucinare in casa? Sempre meno! In aumento il fuoricasa

Cucinare in casa? Sempre meno! In aumento il fuoricasa e sparisce la Famiglia tradizionale

Da bambino, erano gli anni ’60, andavo dai miei nonni in campagna tra Acqui Terme e Strevi. Mi è sempre piaciuto stare a contatto con la natura, sentire il profumo dell’erba appena tagliata o del fieno che si portava in cascina, la scorta di cibo invernale per le mucche e i conigli.

Al mattino mi alzavo presto e correvo in cucina per fare colazione con mio nonno Biagio. Alle sette in punto arrivava – lui si era alzato all’alba e aveva già “fatto giornata”.
Infatti, come ogni giorno, aveva già munto le vacche, tolto il letame con forcone e carriola, e messo la paglia nuova.

Era andato anche per erba: la toglieva dai filari di viti (non usava veleni… solo un po’ di verderame, quando suonava la campana per tutta la vallata…) e la portava a casa per i conigli, per la capra e anche per i due maiali che venivano immolati a dicembre per farne sanguinacci, salami, salcicce, pancette, lardo e strutto da cucina. L’olio di oliva era poco usato per l’alto costo.

Alle oche e alle galline invece ci pensava la nonna Mariettina: preparava grandi pastoni facendo cuocere, sulla stufa a legna,  gli scarti e gli avanzi di verdura, e aggiungeva farina di mais e crusca.

Alle sette in punto dovevamo essere tutti a tavola per la colazione. Pane, burro e marmellata; una tazza di latte con la “Miscela Leone” perchè il caffè (era chiamato caffè coloniale) … costava troppo.
In estate si mangiavano le verdure dell’orto (con poco olio e tanto aceto) e col pane che ogni sabato veniva cotto nel forno, nell’aia, vicino al pollaio.

Salvo la Miscela Leone, lo zucchero e l’olio, tutto il resto era di propria produzione come anche le uova e il vino.

Finita la colzione, tutti al lavoro fino a mezzogiorno. Alle 12 in punto dovevamo essere tutti seduti a tavola, tutta la Famiglia; il rito del pranzo era sacrosanto e si mangiava quello che la nonna Mariettina aveva preparato: minestre e minestroni, o polenta: poi frittate con erbe selvatiche, o stufati o salumi, con le verdure cotte o crude; si mangiava spesso la carne di pollame, di coniglio ma poca carne rossa.

Finito il pranzo nonno Biagio faceva la sua pennichella di un quarto d’ora e poi tornava al lavoro nei campi, nelle vigne.
Rientrava per cena. Si mangiava alle sette di sera, ovviamente diciannove in punto. Ovviamente tutta la famiglia era riunita intorno al tavolo. In genere per cena c’era una minestra o una zuppa, qualche avanzo, del formaggio e frutta secca. Salvo eventi particolari in occasione della mietitura o trebbiatura, oppure quando si sfogliava il granoturco o alla vendemmia… si andava a letto presto, all’ora delle galline, poco dopo il tramonto.

La Famiglia, non solo in campagna, era l’istituzione perno della società di allora, e la cucina e i momenti conviviali erano immancabili riti di tradizioni secolari.

Oggi le cose sono cambiate, e cambieranno ancora, ahimè!

Ecco cosa dice il cuoco e Master of Business Administration Mirco Kurreck, esperto Food&Beverage di Rational .

Giuseppe Danielli
Un nonno che a volte ripensa con nostalgia
ad un tempo che non tornerà mai più…

 

L’ERA DELL’ISOLAMENTO DEL SETTORE F&B È GIUNTA AL TERMINE

In futuro, le famiglie che si metteranno ai fornelli saranno sempre meno e alberghi e ristoranti devono essere preparati.

Lavoro, viaggi d’affari, assistenza ai bambini a tempo pieno: il cambiamento degli stili di vita richiede un pasto veloce e variegato quando si è in movimento. La spesa per la ristorazione fuori casa è già aumentata del 3-4% annuo negli ultimi anni e per il futuro sono previsti tassi di crescita analoghi.

Mirco Kurreck, esperto F&B di Rational

Mirco Kurreck esperto F&B di Rational AG

Il cuoco e Master of Business Administration Mirco Kurreck è un esperto F&B di Rational AG che ha approfondito proprio questo argomento. In un’intervista per la rivista online KTCHNRebel ha spiegato a quali cambiamenti va incontro la cultura gastronomica. Una fonte di ispirazione per le aziende che vogliono stare al passo con le tendenze del futuro.

Partiamo subito dalla buona notizia: non tutto cambierà. Kurreck prevede anche in futuro l’offerta di servizi di consegna di piatti pronti, analogamente al tradizionale servizio di pizza a domicilio, come lo conosciamo tutti. L’unica differenza sarà la varietà e la genuinità del cibo. Qui l’esperto vede ancora molto spazio per le idee, ma anche per i concetti tecnologici.

Molti consumatori dedicheranno sempre meno tempo alla preparazione dei pasti e sceglieranno sempre più spesso i cibi preconfezionati e pronti al consumo

Che sia caldo o freddo, il pasto pronto è una soluzione facile e veloce, soprattutto quando si torna a casa dal lavoro. In questo scenario è il cliente a venire dal cibo e non preferisce la consegna a domicilio. Secondo Kurreck, questa variante si diffonderà sempre di più nei prossimi anni “perché il servizio di consegna a domicilio fa sempre più fatica a raggiungere il cliente”. La crescente mobilità richiesta creerà, al più tardi tra dieci anni, una situazione in cui la cucina casalinga sarà l’eccezione. Quei rari momenti in cui si decide di usare la cucina saranno celebrati come un’occasione speciale in cui si riunisce tutta la famiglia, dalla spesa al mercato fino al mangiare insieme a casa.

Queste tendenze possono rivelarsi anche importanti per creare solide condizioni economiche. Soprattutto gli alberghi e i ristoranti avranno la possibilità di ampliare la loro offerta di servizi, oltre alla classica colazione e al bar dell’hotel. In futuro, le persone vorranno svolgere diverse attività contemporaneamente, come mangiare e lavorare. In tal senso, i ristoranti possono fungere anche da spazi di coworking. Kurreck, nell’intervista di KTCHNRebel, afferma con convinzione che l’aumento della mobilità e della flessibilità penetrerà fin nella cucina e avrà un impatto anche sulla tecnologia di cottura. Da un lato i sistemi di cottura devono essere adattabili ai diversi concetti, dall’altro la tecnologia deve aiutare in futuro lì dove la manodopera sarà carente. “Questo è un impegno giornaliero per noi di Rational, per garantire ai nostri clienti anche in futuro la migliore soluzione per la cucina”, afferma Mirco Kurreck.

Foto cover: Cucina economica tradizionale di ieri e la cucina “robotica di Rational… di oggi

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About RATIONAL

Il gruppo RATIONAL è leader mondiale, a livello settoriale e tecnologico, nella preparazione di piatti caldi nell’ambito delle cucine professionali. La società, fondata nel 1973, conta oltre 1.800 collaboratori, di cui più di 900 in Germania. In seguito all’IPO del 2000, RATIONAL è quotata nel segmento Prime Standard della Deutsche Börse (Borsa tedesca) e rappresentata oggi sullo MDAX.

L’obiettivo principale della società è quello di offrire sempre ai propri clienti il massimo vantaggio possibile. Al suo interno, RATIONAL è fedele al principio della sostenibilità, che trova la sua espressione nei fondamenti di tutela ambientale, gestione e responsabilità sociale. Anno dopo anno, i numerosi riconoscimenti internazionali ottenuti testimoniano l’elevato livello del lavoro svolto da RATIONAL.

 

Redazione Newsfood.com

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