Cuore di Croazia: entroterra da scoprire

Cuore di Croazia: entroterra da scoprire

L’altra faccia della Croazia lontana dal mare, vicina al cuore della gente.
C’è la Croazia del turismo di massa, con le spiagge sabbiose, le isole, le antiche città fondate dai romani e dalla Repubblica di Venezia. Poi ce n’è un’altra poco conosciuta e lontana dal mare. Coi piccoli villaggi rurali, tra parchi naturali, laghi e fiumi, campi curati e centri termali. Dove i filari d’uva sono a ricamare le colline dove sorgono castelli che ne hanno segnato la storia.

DALMAZIA VISTA AEREA

DALMAZIA VISTA AEREA

Primo di una serie di articoli che pretendono di raccontare in pochi giorni una scommessa che sta giocando oggi l’ente del turismo croato, per il rilancio di una Croazia poco conosciuta, tra le regioni di Zagabria, Varaždin, Krapina e dello Zagorje
di Maurizio Ceccaioni
Quando si parla di Croazia, la prima risposta spontanea è: «Che mare stupendo!». Già perché nell’immaginario collettivo, è questo il binomio che normalmente si conosce, grazie alle splendide isole, le coste rocciose, le spiagge. Solo a guardare una mappa del turismo croato, si comprende subito il perché, con tutti quei simboli vari che ricoprono completamente la parte costiera, proponendo un improponibile confronto con quella interna.

ZAGABRIA MERCATO DOLEC

ZAGABRIA MERCATO DOLEC

La Croazia è a due passi da Trieste.
La puoi raggiungere sia in auto, che via mare o in aereo.
I numeri del 2015 confermano che il turismo per questo Paese è parte importante del suo Pil nazionale (18%) e sono stati 5 milioni i pernottamenti registrati solo dall’Italia. Perché chi sceglie di venire qui in vacanza, lo fa prima di tutto per il rapporto prezzo/qualità, molto competitivo sia con le località nazionali, Sardegna in primis, che col resto d’Europa.

Una qualità raccontata da 1.777 km di costa, decine di isole, 8 parchi nazionali e naturali, centri benessere, beauty farm e ottimi hotel e campeggi. Ma sarebbe poca cosa, senza la proverbiale cordialità, l’accoglienza, l’enogastronomia. Poi, per i nostri turisti, quello che non guasta e che anzi, ne è il valore aggiunto, è la conoscenza della lingua italiana in molte zone della costa. Come a Pula (Pola), in Istria, dove tutto racconta della presenza da sempre di molta popolazione di origine italiana e i resti della dominazione romana, dal I al III secolo d.C., sono lì a ricordarne la storia.Qui si trovano i monumenti più importanti della Croazia e, primo su tutti, l’anfiteatro romano del I secolo d.C. (l’Arena) e il Tempio di Augusto. Ma pure quelli che testimoniano l’avvento della Repubblica di Venezia, come la fortezza del XVII secolo.

ZAGABRIA

ZAGABRIA

Però l’attrazione principale è soprattutto il suo mare trasparente accessibile per gran parte dell’anno, dove le scogliere si alternano alle spiagge di sabbia bianca o minuti sassolini. Quel mare che bagna la Dalmazia, dove brilla la “perla dell’Adriatico”, la medievale Zara, l’odierna Zadar.
Vista dall’alto, sembra una parte di quella Venezia, della cui Repubblica fu per secoli una delle principali città. Anche se è stata superata da Spalato per numero di abitanti, questa rimane di diritto la capitale storica della Dalmazia, come testimoniano i tanti monumenti.

Funicolare Zagabria

Funicolare Zagabria

Del Foro dell’antica Jadera fondata dai romani, oggi rimangono solo pochi frammenti, dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, e sono visibili ancora parte delle fortificazioni veneziane costruite tra il XV e il XVI secolo per difendersi dalle scorribande dei turchi, in parte distrutte per espandere la città. Non molto lontano c’è la famosa spiaggia di Zaton, premiata con la “Bandiera Blu”, che grazie alle acque cristalline e poco profonde, è molto apprezzata specie dalle famiglie coi bambini.

Dubrovnik, l’antica Ragusa della “Serenissima” Repubblica di Venezia, ha ancora impressa l’effige del Leone di San Marco sugli edifici tra le mura della città vecchia, che col porto, i forti militari e le torri di difesa del XIV secolo, fa bella mostra di sé nell’elenco dei siti patrimonio dell´umanità (Unesco world heritage sites). Come anche la principale città dalmata, Spalato (Split), grazie alla residenza dell’imperatore Diocleziano, con le sue splendide porte Aurea, Argenta, Ferrea ed Enea, è nella lista dell’Unesco. Ci sono però altri siti da vedere, come il tempio di Giove e le preziose vestigia romane dell’antica Salona, oggi al centro di Solin. Un tempo capitale della provincia romana della Dalmazia, fu edificata sul fiume Jadro come fortezza e porto commerciale e vanta il principale parco archeologico della Croazia.

Anche se Spalato è considerata una “città museo”, non si può non visitarne almeno alcuni dei suoi numerosi, come quello dei monumenti archeologici croati (Mhas), l’unico finalizzato alla ricerca, raccolta e studio della cultura croata nel Medioevo, a partire dal primo stato croato tra il IX e il XII secolo. Ma per chi ama la scultura, è d’obbligo una visitina alla Galleria d’arte Meštrović, dove sono esposte le opere di Antun Augustinčić, artista morto nel 1979, che con Ivan Meštrović e Frano Kršinić, è ritenuto uno dei principali, se non il maestro degli  scultori croati del secolo scorso.

Con quelli di Zagabria e Spalato, Dubrovnik è uno dei principali aeroporti croati, a cui va aggiunto, per importanza turistica, anche quello dell’isola di Brac, dove il suo rinomato arenile, si contende il titolo di spiaggia più bella della Croazia con quello di Zaton. Per favorire i flussi turistici, il governo croato ha messo in atto un piano di ammodernamento ed espansione degli aeroporti, che riguarda principalmente l’aspetto sicurezza. Infatti, anche se dal 1/7/2013 la Croazia è entrata nell’Unione europea come 28° stato membro, non è ancora nell’area Schengen. La data sarebbe stata giugno 2016, ma da Bruxelles c’è stato un altro stop per molti aspetti ancora da chiarire, proprio sulla sicurezza, che potrebbero regolarizzarsi entro la prossima estate.

Secondo la Commissione europea, che ha al vaglio il “dossier Croazia”, i problemi principali da risolvere riguardano i controlli in porti e stazioni ferroviarie. Meno grave la situazione negli aeroporti, anche se c’è ancora molto da fare per mettere in regola tutti gli scali.
Quella delle coste affollate di bagnanti festosi, è solo una faccia di quella “Croazia piena di vita, piena di energia”, presentata qualche tempo fa a Roma dall’ente del turismo croato.

La destinazione di questo viaggio “avventuroso” che comincia su un aereo turboelica Dash 8 Q400 Bombardier della compagnia di bandiera Croatia Airlines, è l’altra faccia. Quella che, come sulla Luna, c’è ma non si vede. O almeno non abbastanza da richiamare altrettanti flussi turistici. Si va a conoscere la Croazia interna delle verdi colline sui dépliant turistici, coi boschi rigogliosi e i vigneti ordinati, le strade pulite e riasfaltate, dopo il brutto periodo della non lontana guerra per l’indipendenza, di cui ha subito il peso maggiore.

Prima tappa, Zagabria.
Per arrivarci da Roma per via aerea basterebbe un’ora, ma non c’è un volo diretto con nessuna compagnia e lo scalo è obbligatorio a Dubrovnik o Split e il tempo di volo diventa di 2,5 ore. Qui la mancanza di Schengen si tocca con mano per i passeggeri in transito, costretti a scendere col bagaglio a mano controllato già a Fiumicino, dallo stesso aereo su cui si reimbarcheranno di lì a poco. Perché ancora pare che non ci sia – almeno a Spalato – una sala transiti dove far sostare per quei pochi minuti prima di risalire, quei viaggiatori che spesso ignorano di dover rifare tutto l’iter sulla sicurezza, perquisizioni, scarpe, cinta, bagaglio, per poi prendere una nuova carta d’imbarco e ritornare al posto che avevano lasciato prima. Per qualsiasi disguido, si può parlare in inglese, ma c’è poco da fare se ci si trova di fronte all’insoluto problema di chi, disconoscendo la cosa, ha comprato al duty free dell’aeroporto romano una semplice marmellata, una bottiglia d’acqua, di vino o liquore e si vede costretto a “buttarle” al nuovo controllo. Nell’incredulità degli sprovveduti turisti.
Parlando con dei tecnici italiani incontrati sullo stesso volo, la soluzione sarebbe realizzare una sala transiti per evitare gli immancabili disagi ai passeggeri delle circa 16 compagnie che lo usano come scalo intermedio, molte delle quali vanno poi altrove. Altra storia è per chi va a Zagabria da Milano Malpensa, grazie ai 3 voli diretti settimanali della Croatia Airlines, che garantisce anche un collegamento bus per i 17 chilometri che separano il Pleso International Airport al centro città.
Per chi ama l’auto, si può arrivare a Zagabria da Trieste, in poco più di 3,5 ore e da Roma in poco meno di 10 ore (circa 900 km). Chi ha paura dell’aereo e sceglie il treno, sono oltre una decina quelli che collegano Roma Termini a Venezia Mestre e poi a Trieste Centrale. Da lì si può scegliere se raggiungere la capitale croata col treno o coi bus.  Nel primo caso, da Venezia-Mestre a Zagabria (via Lubiana), s’impiegano circa 6 ore, mentre col bus da Trieste, meno di 4 ore.
Come detto, da Milano Malpensa ci sono voli diretti, ma se si vuole usare l’opzione treno+bus, partendo dalla Stazione Centrale fino alla stazione dei bus di Trieste, s’impiegano poco più di 4 ore. Poi le solite 4 ore sul bus. In auto è tutta autostrada e superstrade e s’impiegano circa 6 ore per percorrere quei 630 km.
Se a Zagabria è un piacere andare sui mezzi pubblici, grazie a una vasta rete tramviaria (tramvajske linije), bus (autobusne linije), taxi e una storica funicolare (uspinjača), il più antico mezzo di trasporto pubblico cittadino. È la più corta del mondo. Da poco riammodernata, è una delle attrazioni di Zagabria. Collega la parte bassa della città (Donji Grad) con il quartiere Gradec, nella Città Alta (Gornji Grad), quella più antica di Zagabria.

Se per muoversi nel circondario o fare esperienze più lontane ci sono pullman e treni locali, per essere più indipendenti conviene affittare un’automobile, direttamente presso l’aeroporto, dove si può scegliere tra una decina di compagnie, anche se si consiglia di prenotare via Web sui numerosi siti di ricerca. Per chi arriva in treno o pullman, la consegna può essere fatta anche presso l’hotel dove si pernotta, accordandosi sulla riconsegna. Per chi non conosce il croato, la lingua internazionale è l’inglese.
Il nostro viaggio di 5 giorni comincia da Zagabria, città cosmopolita di 800 mila abitanti, col suo ricco patrimonio artistico e culturale, tradizioni, leggende e usanze. Il pittoresco mercato di Dolac, il Teatro Nazionale Croato, la Cattedrale e la Città Alta, con la Chiesa di San Marco e la torre di Lotrscak, col caratteristico sparo del cannone a mezzogiorno. Per poi spostarsi autonomamente nella regione di Krapina e dello Zagorje e quella di Varaždin. Un amico che si occupa di agenzie di viaggio, mi ha detto: “È facile vendere il mare. Il difficile è quando proponi l’interno di un paese”.

Questa è la scommessa che sta giocando oggi l’ente del turismo croato.

CONTATTI
Ente Nazionale Croato per il Turismo – Milano
Direttore: Branko Curić
Via G. Leopardi 19
20123 Milano
Orario di apertura
09.00 – 17.00 da lunedì al venerdì

Telefono: +39 02 86 45 44 97
Fax: +39 02 86 45 4574
Web: http://it.croatia.hr
E-mail: [email protected]

Articolo e foto di
Maurizio Ceccaioni
Inviato Speciale
Newsfood.com

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