Curcumina: in coppia con un antinfiammatorio, attacca il cancro al colon

Curcumina: in coppia con un antinfiammatorio, attacca il cancro al colon

Diverse indagini scientifiche hanno come protagonista la curcumina, ritenuta utile nella lotta ai tumori. Ora, si ipotizza come una coppia formata dalla spezia e dal Celoxib (farmaco
antinfiammatorio) possa colpire il cancro al colon.

E’ quanto sostiene una ricerca della Tel Aviv University School of Public Health (sezione Sackler Faculty of Medicine) diretta dal dottor Shahar Lev-Ari e pubblicata su “Therapeutic Advances in
Gastroenterology”.

Punto di partenza degli scienziati sono state ricerche precedenti, che evidenziavano un legame tra il tumore al colon ed uno stato d’infiammazione dell’organismo.

Tramite esami di laboratorio, il team di Tel Aviv ha notato come Celoxib, farmaco antinfiammatorio usato contro l’artrite, riducesse la diffusione delle cellule cancerose.

Passo successivo è stato accoppiare il medicinale con la curcumina, creando un tandem dal doppio vantaggio. Come infatti spiegano gli esperti, la spezia aumenta l’azione antinfiammatoria
e permette così di ridurre la dose di farmaco, diminuendo il rischio di effetti collaterali.

Il duo curcumina-farmaco è stato provato in diversi test clinici su cavie animali: risultato, l’infiammazione provocata dal cancro si è ridotta significativamente.

Tuttavia, il lavoro non è ancora terminato. Spiega il dottor Lev-Ari: “Sebbene ulteriori test saranno necessari prima di un eventuale sviluppo di un nuovo farmaco per il trattamento, si
potrebbe combinare la curcumina con una dose più bassa del farmaco antinfiammatorio per il cancro, per combattere meglio il cancro del colon”.

FONTE: I. Aroch, S. Kraus, I. Naumov, E. Ron, S. Shapira, D. Kazanov, N. Giladi, A. Litvak, S. Lev-Ari, A. Hallak, I. Dotan, B. Shpitz, N. Arber. Chemopreventive effects of Coltect, a
novel dietary supplement, alone and in combination with 5-aminosalicylic acid in 1,2-dimethylhydrazine-induced colon cancer in rats. Therapeutic Advances in Gastroenterology, 2010; 3 (5): 281
DOI: 10.1177/1756283X10379258

Matteo Clerici

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