Cure primarie: una risposta ai nuovi bisogni di salute

Si è conclusa, nel pomeriggio, la Prima Conferenza Nazionale sulle Cure Primarie, svoltasi a Bologna il 25 e 26 febbraio, al termine dei lavori è stato presentato il seguente
documento conclusivo.

La Conferenza riaffermando i principi contenuti nella Dichiarazione di Alma Ata del 1978:

L’assistenza sanitaria di base è quell’assistenza sanitaria essenziale fondata su metodi pratici e tecnologie appropriate, scientificamente valide e socialmente accettabili, resa
universalmente accessibile agli individui, le famiglie e la collettività. È il primo livello attraverso il quale gli individui, le famiglie e la collettività entrano in
contatto con il sistema sanitario nazionale, avvicinando il più possibile l’assistenza sanitaria ai luoghi dove le persone vivono e lavorano e costituisce il primo elemento di un
processo continuo di protezione sanitaria,

concorda sui seguenti punti:

1. La salute non deriva soltanto dalla efficienza dei servizi sanitari, ma dalle politiche più generali di una comunità. Salubrità degli ambienti di vita e di lavoro,
promozione di stili di vita sani e della salute in tutte le politiche rappresentano momenti essenziali nel perseguimento di questo obiettivo.
2. I sistemi di assistenza primaria impongono di ripensare il territorio, che è garanzia effettiva dei LEA, di progettarlo, di dotarlo delle infrastrutture necessarie al suo governo, di
riequilibrarne il rapporto con le altre aree della assistenza evitandone la ospedalizzazione.
3. Il distretto è lo snodo fondamentale nella organizzazione del secondo pilastro della sanità pubblica, quello territoriale, e garante della integrazione ai diversi
livelli.
4. La centralità dei cittadini è resa effettiva attraverso la presa in carico e la garanzia di continuità dell’assistenza, organizzata per percorsi integrati, al di fuori
di qualunque logica meramente prestazionale, utilizzando opportunità come la Casa della Salute.
5. La continuità tra le diverse aree della assistenza (sociale e sanitaria, primaria e ospedaliera) è elemento imprescindibile per la qualità e la sicurezza delle cure e
deve essere organizzata in percorsi integrati.
6. I sistemi di assistenza primaria rappresentano la risposta più adeguata e appropriata per il nuovo, complesso, esigente bisogno di salute e per garantire personalizzazione dei
percorsi e attenzione per la qualità della vita in tutte le sue fasi.
7. Il punto di vista della persona, valorizzandone responsabilità e competenza, è elemento costitutivo e imprescindibile nella costruzione dei percorsi assistenziali.
L’organizzazione dei sistemi di assistenza primaria deve essere strumentale alle funzioni svolte e la loro qualità deve essere misurata e valutata per obiettivi di salute.
8. I sistemi di assistenza primaria devono essere in grado di assicurare capacità di lettura e interpretazione precoce dei bisogni, interlocuzione pronta, intervento preventivo, presa in
carico di cronicità e disabilità, azioni curative e riabilitative secondo l’approccio tipico della medicina di iniziativa.
9. L’ampliamento e la valorizzazione delle competenze, l’integrazione disciplinare e professionale sono garanzia di continuità e coerenza nelle risposte ai bisogni della persona.
10. I sistemi di assistenza primaria devono essere fondati su una governance basata sulla trasparenza, sul merito, sul coinvolgimento delle professioni, sulla partecipazione attiva dei
cittadini. Enti locali, aziende sanitarie, cittadini singoli e associati partecipano alla individuazione e definizione di politiche sociali e sanitarie orientate al perseguimento di obiettivi
di salute.

Cure Primarie: una risposta ai nuovi bisogni di salute

Bologna – Si apre oggi a Bologna la prima Conferenza nazionale sulle Cure primarie, rappresentanti delle Regioni, degli Enti Locali, operatori della sanità, del sociale
e del volontariato affronteranno i temi relativi ai nuovi bisogni di assistenza e cura emergenti nel Paese, più di mille i partecipanti.

Nel corso dell’ultimo decennio, una parte significativa dei servizi sanitari pubblici dei Paesi occidentali più avanzati ha riconosciuto la strategicità dei sistemi di assistenza
primaria per garantire una più efficace presa in carico dei nuovi bisogni di salute e di assistenza. Questa scelta ha ispirato le principali politiche finora messe in campo e, non a
caso, una delle parti più significative del Disegno di Legge per la qualità e la sicurezza del sistema sanitario nazionale, approvato lo scorso novembre come collegato alla
manovra Finanziaria, è rappresentata proprio dalle norme che intervengono su questo terreno, a partire dal riordino dell’area della medicina generale passando per una rinnovata
attenzione per la prevenzione e la considerazione della salute come obiettivo da perseguire attraverso politiche e interventi intersettoriali.

La Prima Conferenza nazionale sulle Cure primarie ha l’obiettivo di misurarsi con lo stato dell’arte, con un quadro di insieme di ciò che è stato già sperimentato, con
maggiore e minore successo, nelle diverse Regioni, avendo cura di guardare a quanto si sta facendo a livello europeo. La Conferenza chiama al confronto le Regioni, gli Enti locali, le
associazioni, gli operatori, il mondo del volontariato e sancisce la nascita del secondo pilastro del Servizio sanitario nazionale.

Oggi siamo infatti di fronte a cambiamenti che impongono alla sanità pubblica scenari di assistenza assai diversi rispetto al passato: la migliore aspettativa di vita, l’invecchiamento
della popolazione, il conseguente incremento della incidenza delle malattie croniche e degenerative pongono, infatti, la necessità di riorganizzare il sistema per garantire una efficace
presa in carico anche di cronicità e disabilità e portano con sé l’esigenza di rafforzare i sistemi di cure primarie per offrire adeguati livelli di assistenza alternativi
e più efficaci.

In questo contesto sono fondamentali:

§ la programmazione e la valutazione dei bisogni dei cittadini, anche ai fini della definizione delle priorità;

§ l’appropriatezza, l’uso razionale delle risorse e il filtro (e anche la committenza) verso le cure secondarie e terziarie;

§ il coordinamento, la continuità delle cure e la gestione complessiva dei percorsi assistenziali, a partire dal primo
contatto con il paziente.

Le Cure Primarie devono rispondere a queste nuove esigenze e in questo senso possono essere individuate come «l’area sistema» nella quale si realizza l’approccio primario
alla promozione e tutela della salute della popolazione. Esse rappresentano l’organizzazione che garantisce e rafforza il raccordo con e tra i Medici di Medicina Generale e i Medici di
Continuità Assistenziale, con i Pediatri di Libera Scelta, ma anche tra e con gli Specialisti Convenzionati e quelli Ospedalieri, gli Infermieri e i Tecnici della Riabilitazione, gli
Assistenti Sociali e gli Addetti all’Assistenza, allo scopo di garantire, riqualificare e razionalizzare la continuità assistenziale con il supporto specialistico e di un eventuale
ricovero ospedaliero in un’ottica di appropriatezza clinica e di comunità.

Molti sono i compiti in carico all’area delle cure primarie tra i quali l’organizzazione dell’attività di valutazione multidimensionale per tutte le tipologie di bisogno; la definizione
ed il presidio (in collaborazione con la struttura ospedaliera) dei percorsi assistenziali dei pazienti affetti da malattie cronico-degenerative a maggiore prevalenza, utilizzando al meglio
tutte le strutture intermedie; la vigilanza sul servizio di continuità assistenziale e sul suo coinvolgimento nei progetti di tutela della salute territoriali.

In raccordo con il Servizio farmaceutico e gli altri Servizi Aziendali competenti l’area delle cure primarie assicura, inoltre, le seguenti funzioni:

§ vigilanza sulle attività delle farmacie presenti sul territorio;

§ cura dei rapporti con le farmacie territoriali ai fini della promozione di una collaborazione a specifici obiettivi aziendali;

§ organizzazione dell’assistenza farmaceutica per i casi previsti in assistenza domiciliare;

§ collaborazione con le unità operativa che si occupano di residenzialità territoriale nell’erogazione
dell’assistenza farmaceutica e nell’analisi e monitoraggio delle prescrizioni farmaceutiche nelle residenze protette;

§ valutazione tecnica di eventuali presidi o di innovazioni tecnologiche proposti come potenziali strumenti per l’ottimizzazione
dell’assistenza domiciliare;

§ aggiornamento sistematico dei medici di medicina generale e pediatri di libera scelta rispetto alla normativa riguardante gli
atti prescrittivi;

Elaborazione dei dati relativi alla spesa farmaceutica territoriale per l’analisi e il monitoraggio delle prescrizioni farmaceutiche dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera
scelta, allo scopo di consentire l’individuazione di azioni utili al miglioramento della qualità ed appropriatezza prescrittiva, con riferimento anche al governo della spesa
farmaceutica, e della qualità dell’assistenza.

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