Salerno – È ormai certa la partecipazione del Consorzio Salerno Trading alla 53° edizione del Fancy Food Show, una tra le cinque fiere più importanti del mondo,
dedicata al settore agroalimentare e che si svolgerà, come di consueto, presso il quartiere del Javis Center di New York dall’8 all’11 luglio prossimi. Sette le imprese che
parteciperanno all’evento con il Consorzio nell’area allestita dalla Regione Campania nel Padiglione Italia dove esporranno 270 imprese italiane. A coordinare la partecipazione organizzativa
all’evento fieristico sarà Marina Baldi, responsabile della struttura consortile partecipata dalla Provincia di Salerno di Angelo Villani, che associa 50 imprese produttrici della
Campania, Puglia e Sicilia. 2.150 gli espositori della collettiva italiana: suddivisi in sessantasei padiglioni metteranno in mostra più di centomila prodotti tra alimentari e bevande
provenienti da tutto il mondo.

La fiera, che nelle ultime edizioni ha registrato la presenza di oltre 30.000 visitatori, rappresenta una tra le più efficaci modalità di accesso al mercato nord americano ed
offre alle aziende nuove opportunità nell’export e nella distribuzione dei prodotti in Usa e l’occasione di consolidare la loro presenza nel settore agroalimentare del mercato americano,
esposto ad una competizione internazionale sempre più agguerrita.

Molti gli appuntamenti formativi in programma nella tre giorni a New York. Seminari e convegni per approfondire alcuni aspetti relativi alle opportunità di sviluppo dei rapporti
commerciali e degli investimenti negli Stati Uniti. In particolare la nuova regolamentazione della Food and Drug Administration – l’Ente Governativo statunitense che si occupa della
regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, soprattutto per le barriere all’esportazione: dazi doganali, bioterrorismo, etichettatura e OGM.

Ulteriore approfondimenti saranno focalizzati sul valore commerciale dei brand italiani, considerati una leva competitiva a disposizione dell’imprenditoria italiana per la penetrazione del
mercato statunitense, sulla peculiarità del sistema distributivo statunitense, la product liability, le politiche di marketing adeguate così come le nuove normative commerciali,
legali e tributarie relative agli scambi con gli Stati Uniti, il ruolo dell’istituto di credito nelle transazioni commerciali e la valorizzazione del marchio negli Stati Uniti.

Tra i prodotti alimentari più esportati negli Stati Uniti risultano il vino, in pole position, l’olio ed i formaggi. L’Italia, in particolare, ha la leadership incontrastata per quanto
riguarda l’olio d’oliva, con il 65,34% di quote di mercato, e la pasta, con il 35,43%. Dopo un periodo difficile, oggi la moda delle cosiddette diete “low-carb” sta perdendo in
popolarità, lasciando spazio a regimi alimentari più equilibrati e a un ritorno sulle tavole americane della pasta. Il prodotto agroalimentare “Made in Italy” più diffuso
sul territorio americano è il vino.
L’Italia, preceduta dal Canada e dal Messico è il terzo esportatore di prodotti da forno e pasticceria, e il secondo, dopo la Francia, per quanto riguarda le acque minerali.
Esportare negli Stati Uniti richiede particolari adempimenti, soprattutto per le etichettature che dovranno riportare la presenza di sostanze potenzialmente allergiche e per ciascuna tipologia
di prodotti, in special modo per quelli caseari, vini ed alcolici in genere. In base alle leggi contro il bioterrorismo tutte le aziende che producono e confezionano alimenti destinati al
consumo da negli Stati Uniti sono obbligate a registrarsi presso la Food and Drug Administration (FDA) e notificare alla FDA, ogni spedizione effettuata negli USA.

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