Alla presenza del Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Paolo De Castro, nella cornice del Parco Scientifico Tecnologico di Lodi si è discusso del comparto alimentare
di Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna.

Un’area che da sola copre il 30-35% del totale delle esportazioni italiane in campo agroalimentare, pari a 22 miliardi di euro all’anno. Questo è il ruolo della macroregione
del Nord Ovest (Piemonte, Liguria, Lombardia ed Emilia Romagna) protagonista del convegno “Il Nord Ovest come nuova ‘food valley’ italiana. Cultura, innovazione, creatività”, organizzato
dal Comitato Promotore della Fondazione delle Province del Nord Ovest, dalla Provincia di Milano e dalla Provincia di Lodi e tenutosi ieri non a caso nel lodigiano Parco Tecnologico Padano.

“Nella rete delle Province del Nord Ovest, Lodi è stata candidata ad essere un punto di riferimento per la ricerca biotecnologica applicata al campo alimentare in vista
dell’Expo 2015, una possibilità che riguarda Milano, ma anche tutta l’area metropolitana che la circonda” – ha precisato Lino Osvaldo Felissari, presidente della
Provincia di Lodi – “La ricerca oggi è il propellente indispensabile per la nuova competizione economica: il sapere diventa impresa, creando opportunità che vanno
colte per attuare occasioni di emancipazione per i territori, attraverso sinergie e cooperazioni. Nell’agroalimentare, il polo della ricerca lodigiano è a disposizione del Paese
per garantire, attraverso strumenti innovativi, salubrità, sicurezza e rintracciabilità degli alimenti”.

Proprio la portata nazionale dell’evento è stata garantita dalla presenza del Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Paolo De Castro, convenuto ad incontrare i
rappresentanti del mondo della produzione, della ricerca e della promozione della filiera del food italiano.

Il Ministro De Castro ha sottolineato l’importanza dell’intero settore agroalimentare italiano che da solo copre circa un quarto dell’intera quota di esportazioni del nostro
Paese, ma ha anche rimarcato come spesso la filiera produttiva e distributiva sia inadeguata da un punto di vista organizzativo. Ciò ci penalizza sui mercati del mondo. “Il
problema è nostro” – ha affermato con chiarezza il Ministro – “non tanto di chi all’estero spaccia per made in Italy prodotti che in realtà non sono nostri
o di chi soddisfa una domanda comunque crescente del mercato con prodotti di scarsa qualità. “La domanda c’è” – ha concluso De Castro – “Occorre
organizzarsi per soddisfarla”.

“Un buon modo per fare un salto di qualità nel modo di procedere è quello di fare rete tra le province dove si fa ricerca e si producono gli alimenti, anche se ciò
è complicato perché implica ascoltare l’altro. C’è una rete dei saperi sul territorio della food valley che va intercettata e valorizzata” – ha
precisato Daniela Gasparini, Assessore al Piano Strategico dell’Area Metropolitana, Rete delle Province del Nord Ovest, Provincia di Milano.

La salvaguardia dei nostri prodotti Doc (Denominazione di Origine Controllata) e Dop (Denominazione di Origine Protetta), la loro valorizzazione e la loro maggior diffusione all’estero,
sono stati alcuni dei tanti temi che più hanno animato il dibattito. Oltre a quello della sicurezza alimentare, su cui ha insistito Vittorio Silano, Direttore del Dipartimento
Innovazione, Ministero della Salute.

Giacomo Mojoli, di Slow Food Italia, ha ad esempio evidenziato come occorra tenere conto anche dei “valori” legati al cibo, ad esempio il rispetto della sostenibilità
ambientale (la produzione agroalimentare può avere un forte impatto sull’ecologia del territorio), per arrivare a consumare un cibo di qualità e “buono”, in
tutti i sensi, da mangiare.

L’altissimo standard di sicurezza del cibo non solo italiano ma anche europeo, in tempi di preoccupazione per il diffondersi degli alimenti geneticamente modificati (Ogm) e di paura
appena passata per il “morbo della mucca pazza”, è stato invece ribadito da Francesco Salamini, direttore del Centro Tecnologico Padano. Sicurezza che è frutto della
ricerca continua, come quella condotta proprio al Parco Tecnologico, che ormai da anni raccoglie l’invito fatto dall’ex Presidente Ciampi e ricordato dal sindaco di Lodi Lorenzo
Guerini di “ripartire dalla ricerca per innovare e sviluppare il Paese”.

La sessione pomeridiana del convegno, dal taglio più prettamente operativo, ha visto la partecipazione del designer Stefano Maffei, dello chef Carlo Cracco, del Presidente Consorzio
Tutela Grana Padano Nicola C. Baldrighi e del Presidente COOP Consorzio Nord-Ovest Marcello Balestrero, coordinati dal giornalista Paolo Marchi. La discussione ha rimarcato una debolezza
generalizzata del sistema “food Italia”, ricomponibile attraverso la candidatura di Milano all’Expo 2015, supportata con decisione anche dalle province del Nord Ovest.

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