Firenze – Sull’applicazione delle nuove norme sui canoni demaniali marittimi previsti dalla legge Finanziaria 2007 la Regione Toscana si è fatta parte attiva in dal 30
gennaio scorso, quando su sua iniziativa la Conferenza delle Regioni ha chiesto con urgenza la convocazione di un tavolo di concertazione nazionale.

I canoni demaniali marittimi non finiscono nelle casse regionali, ma hanno ricadute importanti sul tessuto economico-turistico delle zone costiere.

E’ quanto viene affermato dall’assessore regionale al turismo, in risposta alle sollecitazioni pervenute in questi giorni per far fronte ad una questione che può avere conseguenze
pesanti in un settore fondamentale per la Toscana, dove si registrano sofferenze in alcune località balneari.
Ai fini di calmierare gli aumenti dei canoni che riguardano gli stabilimenti balneari e le «pertinenze», vale a dire bar, ristoranti, alberghi e negozi che insistono sul demanio
marittimo, era stato presentato un emendamento al decreto «Milleproproghe» che però non è passato.

Con la caduta del governo la richiesta avanzata dalle Regioni, e promossa dalla Toscana come capofila, di aprire un tavolo nazionale ha subito una battuta d’arresto. Ma nel primo momento utile,
cioè appena formato il nuovo governo, la questione dell’aumento dei canoni, da affrontare in un tavolo concertativo con tutte le parti in causa, verrà riproposta all’attenzione
generale. Intanto da parte della Regione viene fatto appello al senso di responsabilità degli operatori del turismo marittimo perché vengano calmierati gli aumenti per la stagione
2008.

Lorenza Pampaloni