Danno accidentale nel punto vendita: chi rompe paga

Danno accidentale nel punto vendita: chi rompe paga

Ci scrive Marco:

Per sbaglio in un supermercato Nazionale, mi è cascata una bottiglia di vetro di Passata di pomodoro.
Come, secondo me, era giusto fare ho pagato la bottiglia rotta; ma la mia domanda nasce spontanea:
Era giusto pagarla?
E i supermercati hanno una assicurazione di una rottura del prodotto involontaria da parte del cliente ?

Al quesito risponde l’avv. Fabio Squillaci
Capita spesso che entrando in un negozio per fare una spesa, il consumatore provochi un danno, facendo cadere o comunque rompendo o rovinando qualche cosa.

Talvolta il danno è provocato da un figlio piccolo, ma inevitabilmente nascono discussioni per il risarcimento. Il caso è regolato dall’articolo 2043 del Codice civile, che è molto chiaro a riguardo: “Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno”.

Il danno provocato dal consumatore è accidentale, ma ciò non toglie che è sempre colposo, quindi il risarcimento è dovuto rientrando nelle classiche ipotesi di responsabilità aquiliana*. Vero è che il consumatore a sua difesa può dimostrare l’assenza di colpa, allegando in buona sostanza elementi che dimostrino l’inevitabilità del danno indipendentemente dalla sua condotta. Ne consegue che se che il danno è avvenuto, ad esempio, perché l’oggetto era collocato male ed è bastato uno spostamento d’aria non sarà tenuto a risarcire.

Se il danno, invece, è stato provocato dal figlio minore, ne rispondono i genitori ai sensi dell’articolo 2048 del Codice civile, a meno che non provino “di non aver potuto impedire il fatto”. Sull’assicurazione c’è da osservare che la GDO allo stato non è obbligata a stipulare alcunchè, e che spesso la copertura assicurativa è limitata agli atti vandalici o al taccheggio, un po’ come accade negli autogrill, non rilevando la banale rottura di un prodotto.

responsabilità aquiliana*:
responsabilità extracontrattuale o responsabilità aquiliana è prevista dall’art. 2043 c.c. nell’ordinamento giuridico italiano. Ha la sua origine in un plebiscito romano del III secolo a.C. denominato Lex Aquilia de damno (iniuria dato)

 

Avv. Fabio Squillaci
per Newsfood.com

Vedi altri articoli di Fabio Squillaci

=========================================

avv-fabio-squillacijpgCHI E’ FABIO SQUILLACI

Fabio Squillaci è avvocato, specializzato in Professioni Legali ed allievo del Corso Galli in Napoli. Ha svolto con profitto lo stage ex art. 73 D.L. 69/2013 affiancando un giudice penale presso il Tribunale di Cosenza.
Da sempre amante delle interazioni tra il diritto e le altre scienze, ha collaborato in diverse attività di ricerca. In qualità di cultore della materia collabora con i docenti per lo svolgimento di attività seminariali e di esercitazione, nonché per lo svolgimento degli esami di profitto.
Autore di varie pubblicazioni su Persona e danno, diritto.it, Camminodiritto e Salvis Juribus, Newsfood.com; ha di recente pubblicato la monografia “Il diritto storto”.

=========================================

Redazione Newsfood.com
Contatti

Leggi Anche
Commento ( 1 )
  1. Antonio
    31 Agosto 2018 at 9:08 pm

    Salve vorrei porle una domanda se possibile.
    se ad un cameriere gli cade un bicchiere e si rompe durante il lavoro, lo deve pagare al titolare?
    Grazie
    Piu Antonio

Scrivi un commento