Dario Franceschini è il nuovo leader del Pd

 

Con 1047 voti, Dario Franceschini è stato eletto nuovo segretario del Partito Democratico. Arturo Parisi, l’altro candidato alla segreteria del Partito, ha ottenuto 92 voti.

Nel suo breve discorso dopo la proclamazione da parte di Anna Finocchiaro si è detto contento per il cambio di clima tra l’inizio e la fine della giornata: “Adesso possiamo
guardare al futuro”. Poi ha citato le parole di un giornale clandestino degli allora partigiani Arrigo Boldrini e Benigno Zaccagnini nel quale in romagnolo c’era scritto “se è
notte si farà giorno. Oggi abbiamo dimostrato che stiamo lavorando per un giorno nuovo. Ho puntato i piedi per farla oggi l’Assemblea proprio perchè ho visto quello che
hanno scritto in questi giorni i giornali, non potevamo fare altri sette giorni cosi’. E’ stato un bene rimettersi a questa assemblea costituente che ha tanta voglia di costruire. Aveva
ragione Walter Veltroni. E’ tornato l’ottimismo e questa è la prova che l’unico ad aver capito che cosa bisogna fare è stato Veltroni. Serviva una scossa, un segnale di
cambiamento e ringraziamo Veltroni per la sua scelta che è stata un atto d’amore verso il partito che ha fondato. Già so cosa diranno i giornali. Il mio è stato un
discorso troppo di sinistra, troppo moderato, ma non mi interessa. Ho detto cose democratiche”. E indicato quattro valori sui quali costruirà la sua azione: la Costituzione, la
Resistenza, la laicità dello Stato, l’unità sindacale: sono i valori indicati dal neo eletto segretario del Pd Dario Franceschini nel breve discorso pronunciato subito
dopo la proclamazione della sua elezione.

I primi commenti sono quelli dell’ex segretario, Walter Veltroni: “La prima persona alla quale parlai delle mie dimissioni è stato Dario Franceschini. Gli dissi in
quell’occasione che avrei voluto fosse lui a guidare il Partito democratico verso le elezioni e il congresso. Come ho detto nel mio discorso di saluto, Dario è un uomo
politico leale, forte e che crede in quel progetto del partito democratico come un soggetto nuovo che sia
perno del riformismo italiano. Questa era l’ispirazione del Pd nell’atto di nascita del partito al Lingotto, nelle primarie e anche nella campagna elettorale.
Le parole di Dario di oggi sono per me la conferma di questo giudizio. Dario è la persona giusta per guidare il partito verso le nuove sfide che penso potranno vedere per il Pd
quei successi che merita. A lui voglio dare un
abbraccio e rivolgere il più caloroso e affettuoso augurio di buon lavoro”.

I primi impegni. Franceschini ha lasciato l’Assemblea sulle note della Canzone popolare di Ivano Fossati, per recarsi a casa dell’ex segretario, Walter Veltroni.
Domani ha già il primo appuntamento in agenda. Come annunciato dal palco dell’Assemblea domani sarà a Ferrara, la sua città.
Alle 16, presso il Castello Estense (corso Martiri della Libertà) “di fronte al castello Estense, dove furono trucidati nel 1943 tredici cittadini innocenti, farò quello
che un segretario di partito non ha mai fatto. Chiederò a mio padre che ha 87 anni ed è un partigiano di portare la Costituzione e le giurerò fedeltà”.

La lettera a Napolitano. Franceschini, ha inviato una lettera al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano scrivendogli che “nel momento in cui assumo la
responsabilità di guidare il Partito Democratico, il mio primo pensiero è rivolto all’Alta Magistratura Repubblicana da Lei così
mirabilmente rappresentata, nella convinzione che la funzione di garante della Costituzione da Lei interpretata sarà per tutti noi un esempio cui costantemente riferirci.
Con la stima di sempre”.

 

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