Più che ad un’analisi su quanto è successo, i dati Istat, diffusi oggi, dovrebbero indurre a scelte e soluzioni per la crescita del Paese, l’aumento dei prezzi, e in particolare
quello relativo ai prodotti alimentari, dovrebbe suggerire, ad esempio, l’idea di controlli più serrati sul fronte del doppio prezzo, quello dell’acquisto e quello della vendita.

Ma soprattutto dovrebbe consigliare la scelta di una nuova politica contrattuale per ripristinare il potere d’acquisto di salari e pensioni falcidiati in questi anni proprio da un aumento
incontrollato e ingiustificato del costo della vita. La crescita delle pressione fiscale, poi, se è ascrivibile ad un certo recupero dell’evasione, è dipendente anche da una
fiscalità locale sempre più consistente e aggiuntiva a quella nazionale.

Ridurre le tasse su lavoro dipendente e pensioni sarebbe una risposta valida per la soluzione di questo problema. Una risposta efficace, peraltro, anche per affrontare la questione dello
sviluppo, visto che con più risorse a disposizione della gente, l’economia potrebbe tornare a girare nel verso giusto.