“Il Consiglio dei Ministri non ha tenuto in alcun conto il motivato giudizio negativo presentato dal Veneto ed altre Regioni in sede di Conferenza Unificata sulla fumosa proposta di legge,
così come sembra non tener conto delle forti preoccupazioni dell’opinione pubblica in tema di legalità e di sicurezza”.

Ad affermarlo è l’assessore veneto alle politiche dei flussi migratori, Oscar De Bona, esprimendo il proprio rammarico per il via libera dato nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri
al progetto di legge delega Amato-Ferrero in materia di immigrazione.

“I principi normativi proposti dal Governo – sottolinea De Bona – non gioveranno all’integrazione né porteranno benefici ai quasi 400.000 immigrati che soggiornano regolarmente nella
nostra Regione. Anziché sostenere l’integrazione questo disegno di legge apre le porte dell’Italia ad un’immigrazione generalizzata e non garantita in quanto scollegata dalla reale
disponibilità di posti di lavoro.

Questo Consiglio dei Ministri, pienamente coerente con il principio distorto per cui tutto ciò che è stato realizzato dal Governo precedente deve essere azzerato, demolisce i
pilastri della attuale legge sull’immigrazione. Piuttosto che dedicarsi alla razionalizzazione delle procedure e alla normalizzazione del fenomeno immigratorio in una visione complessiva di
comunità nazionale e di sistema Paese, si dedica all’ampliamento a dismisura dei canali di ingresso con le cosiddette sponsorizzazioni e autosponsorizzazioni.

“Il Governo sembra sottovalutare il rischio che queste facilitazioni di ingresso, basate soltanto su garanzie economiche, possano essere utilizzate quali canali legali di traffici di esseri
umani e di esportazione di fenomeni malavitosi”.”Faccio appello al Parlamento – conclude De Bona – perché opponga una ferma opposizione a questo Disegno di legge demagogico e
improvvisato che renderebbe l’Italia polo di richiamo per tutti coloro che non riescono ad accedere agli altri Paesi dell’Unione Europea.

Ne deriverebbero conseguenze disastrose per l’integrazione a tutto danno di quegli onesti lavoratori immigrati che collaborano allo sviluppo della nostra economia e che con le loro famiglie si
sono inseriti pienamente nella comunità nazionale rispettandone le leggi e le regole di convivenza”.