Decodificato il DNA del grano

Decodificato il DNA del grano

Da oggi, la creazione di raccolti di grano allo stesso tempo abbondanti e liberi da parassiti, è molto più vicina.

E’ stato infatti mappato il genoma del cereale, rendendo così i suoi segreti biologici più accessibili.

Il merito della scoperta è di una ricerca dell’Università di Liverpool, dell’Università di Bristol e del Biotechnology and Biological Sciences Research Council.

Gli scienziati britannici sono riusciti a decodificare il genoma del grano, nonostante le sue caratteristiche: 17 miliardi di lettere, una struttura interna complessa, cinque volte maggiore del
DNA umano.

Come ammettono gli esperti, tali particolarità erano state fino ad oggi “Un’enorme sfida per gli scienziati”; tuttavia, “Ci sono voluti quindici anni per mappare la sequenza del genoma
umano e solo un anno per il genoma del grano, grazie agli enormi progressi della tecnologia del DNA”.

Al momento, la ricerca è ancora in corso, con l’obiettivo di analizzare la sequenza dei geni per rilevare variazioni genetiche naturali tra diverse varietà di grano, per favorire
nuovi (e migliori) programmi di coltivazione.

In ogni caso, i risultati ottenuti saranno pubblicate online sulla Banca dati genetica europea (Embl/Genbank) per renderle disponibili al maggior numero possibile di ricercatori. Come spiega il
dottor Anthony Hall, dell’Università di Liverpool, l’obiettivo è rendere il genoma “Il punto di riferimento e di partenza per una nuova tecnologia e una nuova scienza: speriamo
che i benefici siano realizzabili entro cinque anni”.

Condivisione del sapere a parte, la meta finale del lavoro è aumentare nettamente la produttività delle coltivazioni di grano.

Dall’epoca dell’Impero Romano ad oggi, il rendimento è salito da 3 tonnellate di grano per ettaro alle 8 attuali. Nel mondo moderno, i campi di grano occupano una superficie di 2 milioni
di ettaro.
Ma non è abbastanza: la recente crisi russa ha mostrato quanto alta sia la fame di grano. Spiega infatti il dottor Hall: “La produzione di frumento è già sotto pressione e
i problemi del raccolto russo stanno facendo salire i prezzi a livello mondiale. Si prevede che entro i prossimi quarant’anni la produzione mondiale di cibo dovrà aumentare del 50%,
quindi sviluppare nuovi tipi di grano ad alta produttività sarà fondamentale per raggiungere quell’obiettivo”.

Allora, continua il ricercatore, il lavoro basato sulla decodifica porterà benefici in termini di quantità di cibo disponili e di prezzo dello stesso: “È del tutto
possibile che grazie a questa scoperta tra cinque anni una pagnotta di pane costerà meno”.

Tuttavia, conclude lo studioso, “c’è un limite a quello che si può ottenere dal grano o dalla natura”: se l’aumento della popolazione continuerà, “Può darsi che la
manipolazione genetica sia necessaria per aumentare la produzione”.

Fonte: “Decoding of wheat genome will help address global food shortage”, EurekAlert 26/08/010

Matteo Clerici

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