Decreto anticrisi, da domani all’esame della Camera 800 emendamenti

 

Ottocento emendamenti da esaminare in soli quattro giorni: sarà una corsa contro il tempo quella che toccherà ai deputati, a partire da giovedì 8 gennaio, per il
decreto legge anticrisi nelle commissioni Bilancio e Finanze della Camera. Il testo, infatti, è previsto all’ordine del giorno dell’Aula di Montecitorio lunedì
12 gennaio. Obiettivo della maggioranza è quello di dare un’ulteriore sforbiciata al pacchetto di modifiche, riducendole almeno della metà ed introducendo al
contempo nuove proposte che vadano a irrobustire le misure previste dal governo. Una necessità, quest’ultima, sostenuta da tempo anche dall’opposizione.

Famiglie, imprese, e ammortizzatori sociali sono i tre grandi assi attorno ai quali ruota la maggioranza degli emendamenti. Già certa la decisione di rivedere il bonus famiglia:
il Pdl ha scelto di convergere su una proposta che rivede all’insù la soglia di reddito per i nuclei familiari con figli e all’ingiù quella per i ‘single’.
Possibile poi che arrivi un aiuto per chi è in affitto e ha un reddito basso, così come novità sono attese sul fronte degli incentivi energetici. Per quanto
riguarda le imprese, da sottolineare la norma che introdurrebbe l’inversione dell’onere della prova: sarà il fisco a dover provare l’evasione e non i
contribuenti a dover dimostrare di essere in regola.

Se su alcune proposte si è quindi già registrata l’intesa all’interno della maggioranza, vi sono però capitoli che invece sono aperti e che potrebbero
essere fonte di fibrillazioni all’interno della stessa maggioranza. La Lega, infatti,è pronta a difendere a spada tratta alcuni degli emendamenti presentati, a partire
dallo scudo che fissa i paletti all’ingresso della Libia in Eni. Altro tema caldo è quello della previdenza: due diverse proposte (una del Carroccio e una a firma del
vicepresidente della commissione Lavoro di Montecitorio, Giuliano Cazzola) mirano infatti a reintrodurre il cosiddetto ‘bonus Maroni’.

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