Roma – Nel secondo semestre 2007 si è registrato un indebitamento netto pari all’1,9% rispetto al Pil, contro il 2,8% del primo semestre 2006, lo ha reso noto l’Istat nel rapporto
sul Conto economico trimestrale delle Amministrazioni pubbliche.

L’Istituto nazionale di statistica, inoltre, ha reso noto che nello stesso periodo le entrate totali sono aumentate in termini tendenziali del 5,3% con un’incidenza sul Pil del 46,9% (contro il
46,5% nel corrispondente trimestre del 2006).

In aumento anche le uscite totali che, in termini tendenziali, hanno registrato il 1,1% ed il loro valore in rapporto al Pil è pari al 44,9% (rispetto al 46,3% nel corrispondente
trimestre del 2006).

Questo andamento ha determinato un saldo tra entrate ed uscite estremamente positivo, con un accreditamento del 2% (contro lo 0,2% nel corrispondente trimestre del 2006): secondo quanto reso
noto dall’Istat, si tratta del miglior risultato registrato dal terzo trimestre del 2000.
Il Premier Prodi, nel corso di un briefing presso l’Associazione stampa estera, si è detto soddisfatto dei risultati: “L’Italia non è più il malato d’Europa – ha annunciato
– Stiamo ricostruendo l’avanzo primario. Ora siamo al 2%”.

“Abbiamo ereditato un peso di interessi pari a 69 miliardi di euro – ha continuato il Professore – Questo è un Paese che deve ricostruire l’avanzo primario e ridurre via via il debito
pubblico. Abbiamo cominciato a farlo”.
Di diverso avviso si è detta l’agenzia di rating Standard & Poor’s, secondo la quale il nostro Paese non riuscirà a ridurre il debito entro il 2010 anche se la prossima
Finanziaria non modificherà il rating del Paese.

Secondo S&P, infatti, il Governo Prodi ha preferito utilizzare lo 0,7% del Pil derivante dalla crescita delle entrate e da alcuni risparmi di spesa per ridurre la pressione fiscale sulle
imprese e per tagliare l’Ici, piuttosto che impiegarlo per la riduzione del deficit e del debito pubblico.
Per questo motivo S&P ritiene “improbabile che nella corrente legislatura venga posta in atto qualsiasi significativa riforma strutturale della spesa” e sottolinea che “Prodi sta
incontrando difficoltà nel far approvare” la riforma delle pensioni, che l’agenzia di rating definisce “una proposta frutto di un compromesso”.