Delegazione cinese a Lodi e Piacenza alla ricerca del miglior agroalimentare Made in Italy

Delegazione cinese a Lodi e Piacenza alla ricerca del miglior agroalimentare Made in Italy

Visita molto interessante, costruttiva e operativa,  in Italia di una delegazione governativa e economica cinese composta da Li Yunxia, avvocato diritto commerciale internazionale, docente universitaria e coordinatrice affari esteri della municipalità di Jinan (provincia Shandong e distretto Zhangqiu) verso l’Italia; Gao Junxiang, direttore generale Centro Servizi Municipali per la promozione di investimento del distretto di Zhngqiu;  Yu Jumying, vicegeneral manager di Shandong Mingshui Guokai Industrial Development CO. LTD, docente all’università di Sanyn, membro permanente del partito della Repubblica Cinese della provincia di Jinan e esperta di registrazione marchi e brevetti e coordinatrice dei finanziamenti cinesi all’accesso delle imprese italiane; MA Lin, funzionario del Centro Servizi promozione&investimenti della città di Jinan.

Accompagnati dal direttore generale di IesLab Dora Costantini e dallo staff Italia-Cina con l’università di Napoli-Salerno e il sottoscritto in qualità di capo agroalimentare enogastronomico turismo italiano del comitato scientifico di IesLab, hanno visitato diverse strutture e aziende fra Lodi e Piacenza, unica tappa nel nord Italia. A Lodi tutto si è concentrato nel Parco Tecnologico Scientifico Padano, a Piacenza c’è stato l’incontro con il Consorzio Logistica Piacenza, il Consorzio Piacenza Alimentare, la soc Elios Ambiente specializzata in bonifiche e gestione aree di costruzione e  smaltimenti vari, la Copromet specializzata in distribuzione di tubi  di Fiorenzuola.

La delegazione si è dimostrata molto interessata a conoscere e capire tutto quello che sta a monte nella filiera produttiva italiana dei beni alimentari di qualità, di pregio, di valore aggiunto, di altro profilo come i doc e dop e similari. In particolare la certificazione terza e la tracciabilità per tutelare e garantire il consumatore finale a Milano come a Pechino. In questo PTP è una struttura in grado di svolgere tutta l’assistenza alle imprese cinesi verso l’Italia e l’Europa e viceversa.

Anche attraverso un marchio specifico di garanzia e di sicurezza. Grande l’interesse – nelle more delle leggi e delle norme sanitarie e alimentari – per il Grana Padano, Provolone, Coppa, Salame… concentrato di pomodoro (!), aglio, confetture di ortaggi e verdure. Ora la cosa importante restano le modalità di consegna e la reciprocità di interesse. I prezzi all’origine sono in linea con il target medio alto che si vuol servire in Cina, ora spetta alla logistica e alle modalità di spedizione per concretizzare.

Viceversa molte sono le aziende cinesi interessate alla fornitura e al riacquisto di beni lavorati e rielaborati in Italia da marchi leader di materiali e commodities cinesi in strutture di alta tecnologia e all’avanguardia come la Copromet di Franco Spaggiari e la Elios di Dante Bussatori  pronti a nuovi sviluppi e nuove imprese industriali e commerciali. La delegazione cinese è stata colpita dalla collezione dei 40 soldati “veri” dell’esercito di Xi’an presenti nel castello di san Pietro in Cerro, unico sito mondiale fuori dalla Cina, autorizzato dal governo cinese a detenere questi esemplari identici agli originali e reali.

MOLTO INTERESSATI AL VINO DEI COLLI PIACENTINI.

A proposito di vino, uno dei prodotti più richiesti, è stato reso noto che il consumo di vino in Cina ha nuove tendenze dovuto al trend di crescita e all’allargamento del numero e del tipo di consumatore. Non più solo vino rosso tendenzialmente abboccato, ed eccezionali etichette super-top mondiali per una ristretta classe dirigente, per grandi ricchi. Come Ovse-Ceves abbiamo realizzato alcuni sondaggi che riprendono e confermano le info emerse da Beverage Trade Network principale struttura cinese nel commercio e nella valutazione dei vini sul grande bacino di utenti.

La stessa delegazione conferma che in primis i canali di vendita, i mercati, i targets e i canali di distribuzione e consumo negli ultimi 5 anni si sono moltiplicati del 300%. In tal senso la “parcellizzazione” è aumentata, ingrandendo ogni singolo mercato, ancor più frastagliato. Quindi massima apertura, ma enorme settorialità economica e geografica, oltre che di tradizione di cucina, di approccio, di costi.

In seconda battuta, il 2020 sarà l’anno ancor più dei vini sparkling soprattutto nelle città di seconda e terza fascia di reddito e di consumi scalzando la birra per  motivi di costi al consumo quasi identici, ma con marginalità di guadagno maggiore per importatori e distributori a prezzi più bassi delle stesse etichette a prezzi più alti nelle grandi metropoli.

Anche in Cina il vino sta entrando nel circuito feste, eventi diventando un consumo casuale ma sempre più orizzontale. La centralità della festa popolare o privata è quasi sempre una degustazione di vini stranieri guidata da sommelier (!!) locali.  Nelle metropoli, nei piani alti, nei quartieri ricchi il “vino bianco soprattutto italiano e francese” sta diventando e diventerà nel 2019-2021 uno status symbol soprattutto se a prezzi alti.

Mentre i giovani cinesi, i millennials, sono più orientati ai consumi fuori casa e di vini rossi stranieri secchi, fermi ma deve avere, sul mercato pubblico e distributivo cinese, un prezzo contenuto parallelo e poco superiore al miglior vino rosso nazionale.

Le piccole classi borghesi, più vicino al consumo tradizionale di vini rossi nazionali, si stanno avvicinando ai vini rossi stranieri ma sempre di prezzo contenuto, di gusto accattivante (interessante la domanda di rossi vivaci amabili e di rossi dall’intenso gusto speziato di legno). Difficile un sondaggio per stabilire il prezzo minimo e il prezzo massimo sostenibili dai diversi consumatori cinesi: si va dai 4,3 euro (in rapporto alla nostra moneta) ai 10-12 euro. Infatti i vini premium stanno scendendo di prezzo finale al consumo, quindi sono più accessibili e stanno aumentando i volumi di vendita. In questo nuovo trend Francia e Australia hanno dimostrato di averlo recepito prima degli altri mostrando molta dinamicità e adattabilità sui vari mercati.

Giampietro Comolli

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Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

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Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
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