Delta Po, forum giovani MaB Unesco: il brutto anatroccolo diventerà un bellissimo cigno

Delta Po, forum giovani MaB Unesco: il brutto anatroccolo diventerà un bellissimo cigno

In occasione del forum giovani MaB Unesco

IL GRANDE FIUME PO. DA CONTROLLATO SPECIALE A RISORSA ECONOMICA. TUTTO IL PO DEVE ESSERE UN SISTEMA-MAB-UNESCO

I CAMBI CLIMATICI IMPONGONO UNA VALORIZZAZIONE SOSTENIBILE E INTELLIGENTE DI TUTTI I FIUMI ITALIANI, INIZIANDO DAL PO.

 

In occasione del Forum Giovani sulle tematiche ambientali del Delta Po che si sta tenendo nel Polesine Veneto, diversi sono gli interventi e i sostegni che arrivano da più organismi e enti privati.

Le Regioni Veneto e Emilia Romagna sono molto attive, concentrate sul Delta ma non solo. Il progetto UnPOGrande che fa seguito a UnPOxExPO pilotato con successo durante ExpoMilano con 600.000 arrivi in 200 giorni, vede tutta l’asta fluviale emiliana, da Piacenza a Ferrara, coinvolte in un programma dedicato alla valorizzazione delle produzioni tipiche in una ottica di turismo enogastronomico di altissimo livello. Aikal associazione internazionale, con sede a Venezia, di cultura e lavoro solidale, dopo il progetto sull’architettura delle dimore del Brenta, sostiene l’iniziativa del forum giovani Unesco del delta Po e rilancia la tematica ambientale-turistica con il progetto Eridano dedicato alla formazione, cultura e sostenibilità della biodiversità alimentare.

“Eridano è un nuovo approccio al Delta e al Po, dice il presidente Aikal Ettore Bonalberti, dalla bonifica durata millenni bisogna passare a una visione di sistema, orizzontale, e vedere tutti collegati i siti Unesco presenti lungo il Po perché sono una attrazione mondiale. Eridano intende creare una piattaforma europea dedicata a tutti i fiumi con foci deltizie perché fortemente ambientali”

 

“ Il Po, dice Giampietro Comolli ceo di UnPoxExPO e grande esperto agroalimentare e docente di enoturismo, è un simbolo ideale di biosfera e biodiversità, per la sua storia millenaria, vissuta, al centro di eventi mondiali nei secoli, cioè cultura, ma anche tipicità agroalimentari, nutrizionali enogastronomiche di una area vasta umida che oggi producono decine dei più grandi dop italiani, e tante ricette di piatti espressione salutistiche”.

“ Il Po, prosegue Comolli, deve essere visto come risorsa, non come malato cronico da controllare. I cambi climatici, la carenza idrica, lo spreco d’acqua sono fatti reali e urgenti.  Un approccio diverso al Po  può creare occupazione, nuove imprese. Dalla tutela alla valorizzazione. Una sostenibilità che parte dall’ agro-alimentare-ambientale-turistico, dall’incrocio fra dieta mediterranea e dieta continentale, fra stagionalità dei cibi e conservazione del cibo stesso come non-spreco “.

 

Redazione Newsfood.com

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