Dettaglianti in trincea resistono… nonostante tutto

Dettaglianti in trincea resistono… nonostante tutto

Fiducia moderata ma costante anche nel secondo semestre del 2016, per Fida-Confcommercio, anche se…
A rilevarla, l’Osservatorio congiunturale Fida sulle imprese del dettaglio alimentare, che il 6 aprile 2017 ha presentato il rilevamento presso la sede nazionale di Confcommercio. Critica la presidente Fida Donatella Prampolini Manzini, per una tassazione sempre più insostenibile, e lo scarso accesso al credito, per cui più di una impresa su dieci non riesce a far fronte alle necessità con risorse proprie. Impensabile un altro aumento dell’Iva

di Maurizio Ceccaioni

Nonostante la crisi congiunturale, la pressione fiscale, l’inverno inclemente, lo scarso credito alle imprese, la concorrenza della grande distribuzione e via web, nella seconda metà del 2016 si registra sempre un clima di fiducia tra gli operatori aderenti a Fida, la Federazione italiana dettaglianti dell’alimentazione.

Donatella Prampolini Manzini 011A darne conto, Donatella Prampolini Manzini, presidente nazionale Fida e vicepresidente nazionale Confcommercio, e Pierluigi Ascani, presidente di Format Research, società che opera su incarico di Confcommercio-Imprese per l’Italia.
L’occasione è stata la presentazione del 5° rapporto dell’Osservatorio congiunturale Fida, sulle imprese del dettaglio alimentare. L’indagine semestrale, ha interessato un campione statisticamente rappresentativo per grandi aree geografiche, dei circa 60 mila operatori di alimentari, pescherie, frutta e verdura, aderenti a Confcommercio.

A vedere i risultati, non c’è da fare salti di gioia, ma nemmeno da strapparsi le vesta. La lieve flessione sul giudizio dato sulla situazione economica italiana (-0,6%), è compensata da un incremento del 2,3% della fiducia nel futuro della propria attività. Il primo semestre 2017 è dato come positivo sui ricavi delle imprese, nonostante quel -0,1 registrato a fine 2016.
Si perde mezzo punto in fatto di occupazione (-0,5%) e la tendenza rimarrebbe invariata anche nel 1° semestre 2017.

PRODOTTI ALIMENTARI 4Quello che preoccupa maggiormente i negozianti in questi tempi di crisi, specie nell’accesso al credito, sono gli aumenti dei prezzi dei fornitori, con aumenti medi dell’1,3%, ma che hanno inciso anche del 2,8% e 0,5% per alimentari e ortofrutta, in controtendenza con il -2% nelle pescherie.

Si sono incrementati del 10,9% gli “accessi in negozio”, ma è calata l’offerta di prodotti scontati (-1,2%). Resta sostanzialmente invariata la capacità delle imprese di far fronte con liquidità propria al fabbisogno finanziario (-0,3%), ma per chi avesse fatto ricorso al sistema creditizio (fido o finanziamento), solo il 38% non ha avuto problemi di sorta, mentre il 30,4% ha ricevuto meno del richiesto e il 21,2% è stato rifiutato. La buona notizia è che per il momento, dopo gli aumenti degli ultimi periodi, pare che il costo dei servizi bancari possa rimanere stabile (-0,2%).

PRODOTTI ALIMENTARI 1Tutto un altro discorso invece, quello della pressione fiscale che mette in disaccordo tutti. Mentre per l’Istat, nel terzo trimestre 2016 è stata del 40,8%, per l’Ufficio studi della Gcia di Mestre ha raggiunto invece il 50,2%, favorendo di fatto, l’economia sommersa e quella illegale. Una pressione fiscale troppo elevata che, come ricorda la presidente Fida, «Corre il serio rischio di strozzare le imprese più deboli».

Una morsa che non solo impedisce il rilancio delle imprese, ma che sta togliendo loro ossigeno per sopravvivere, col serio rischio di continuare a vedere attività fallite o passate di mano a imprenditori stranieri per tutt’altri scopi, snaturando il tessuto socio-economico di vicinato.

Per l’82% delle imprese intervistate, negli ultimi 2 anni si è rilevato un aumento della pressione fiscale, che negli ultimi sei mesi è stato in media del +0,5%. 
Solo per l’1% è diminuita. 
Tasse a cui hanno fatto fronte solo l’87,6% delle aziende. Il 35,4% di queste imprese (generalmente alimentari e fino a 9 dipendenti, del Mezzogiorno e nordovest), hanno ottemperato con molte difficoltà ai pagamenti.

Un capitolo importante è quello del commercio elettronico che per vari motivi spingerebbe a comprare via web, anche se vi potrebbero essere rischi per l’inviolabilità, non conformità e deperibilità dei prodotti, oltre alla scarsa assistenza post vendita.

Per Fida, a creare qualche altro problema, specie andando incontro alle feste pasquali, sarà la recente abolizione dei ‘Voucer’ per pagare lavoratori saltuariamente chiamati in aiuto. Ma il problema vero è chi aiuta i dettaglianti del commercio a rimanere sul mercato nonostante le tante difficoltà rilevate? «Puntando su innovazione e attenzione al consumatore, i dettaglianti alimentari stanno facendo di tutto per utilizzare le leve giuste per cercare di rimanere sul mercato», ha dichiarato Donatella Prampolini Manzini riassumendo i risultati dell’Osservatorio. «Però, anche a fronte di una lieve ripresa dei consumi, permangono tutte le problematiche legate al peso del fisco e alla stretta sul credito. Sono problemi – ha continuato – resi ancora più pesanti dal fatto che la marginalità continua a diminuire, anche per effetto dell’aumento dei prezzi all’ingrosso, non riversati completamente sui consumatori per evitare una nuova stagnazione».

«Ribadiamo ancora che bisogna rivedere la fiscalità generale, per scongiurare definitivamente il ventilato rischio di un aumento dell’Iva, che porterebbe a un effetto domino su tutti i consumi».

 

Maurizio Ceccaioni
Corrispondete da Roma
Newsfood.com

 

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