Il ruolo dell’etichetta è ancora visto come essenziale per fornire le informazioni sui prodotti alimentari al consumatore. Infatti, mentre i rappresentanti delle grandi industrie
alimentari sono favorevoli ad esplorare nuove vie per comunicare le informazioni ai consumatori (come i siti web, la posta elettronica o cartelli nei punti di vendita), quasi tutti gli Stati
membri, così come le associazioni dei consumatori non governative (ONG) si oppongono a queste vie alternative sulla base dei requisiti della normativa (le informazioni che devono essere
sull’etichetta secondo la legislazione). In generale, queste vie di comunicazione alternative sono viste solo come delle interessanti opportunità di fornire informazioni in più
sui prodotti o informazioni rilevanti dal punto di vista commerciale. Per quanto concerne la vendita o la somministrazione di alimenti non preconfezionati (ad esempio al ristorante) le parti
interessate della UE ritengono utile decidere a livello comunitario quali sono le informazioni che devono essere comunicate ai consumatori, lasciando ai singoli stati membri la decisione su
come mettere a disposizione tali informazioni.   
Questi sono i principali temi emersi dalle risposte alla consultazione sull’etichettatura proposto dalla direzione generale per la salute dei consumatori (DG SANCO) della Commissione
Europea.
Altre questioni sollevate dalla consultazione riguardano la richiesta di etichettatura di informazioni addizionali, come la percentuale alcolica in prodotti diversi dalle bevande (come gelati,
marmellate, ecc.), o come gli avvertimenti sulla salute sulle bevande alcoliche (simili a quelli per le sigarette). Altre ancora riguardano, invece, la richiesta di rimuovere dalle etichette
quelle informazioni non richieste dalla direttiva 2000/13 e considerate superflue dopo l’introduzione del regolamento 178/2002/CE sulla tracciabilità. Altro fronte di dibattito sono
risultate le informazioni nutrizionali, e l’indicazione di origine, supportata dai consumatori e da altre parti, ma non dall’industria alimentare.

** In primo luogo, è interessante notare che su un tema così importante nessun contributo sia venuto dall’Italia, che sembra voler procedere per proprio conto (es., il DL 7/2007)
salvo poi dover abrogare questo genere di provvedimenti (indicazione di origine obbligatoria), come indicato recentemente dal Consiglio dei Ministri. Vi è un dibattito molto acceso sul
futuro dell’etichettatura, che coinvolge l’agricoltura, l’industria e i consumatori. Per le industrie e le parti interessate è opportuno seguirne lo svolgimento. I consumatori a livello
individuale possono esprimere il loro parere o in future consultazioni o attraverso associazioni.

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