Dibattito sugli integratori: i favorevoli

Quello sugli integratori è un dibattito che prosegue da più di dieci anni, da quando, cioè, due studi (CARET e PHS) svolti nel 1996 in Finlandia e negli Stati Uniti sugli
effetti degli antiossidanti mostrarono che il betacarotene, assunto in forma sintetica e isolata, anziché proteggere, aumentava nei fumatori il rischio di contrarre tumore al polmone.

Abbiamo visto come invece il betacarotene, se in forma naturale e unito ad altri carotenoidi e micronutrienti, può essere veramente utile e benefico e svolgere un’efficace azione
protettiva e preventiva.

Recentemente sono intervenuti nella discussione sugli integratori di vitamine e minerali due scienziati olandesi: Aalt Bast dell’Università di Maastricht e Jaap Hanekamp della Fondazione
HAN. Nel loro articolo, pubblicato in Critical Reviews in Food Science and Nutrition, essi criticano il principio della precauzionalità, adottato dalla legislazione in ambito
nutrizionale, che ostacolerebbe sviluppi innovativi e progressi scientifici nella ricerca sui micronutrienti.

Secondo gli autori, nel caso dei micronutrienti, i rischi della mancanza sono superiori a quelli dell’eccesso e i benefici che essi potrebbero apportare per la salute pubblica sono soffocati da
un’eccesso di burocrazia, minacciando di ottenere esattamente l’opposto dell’obiettivo pubblicamente dichiarato, che è “un alto livello di protezione della salute del consumatore”.

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