Subito una “Cabina di regia”, un coordinamento tra Regioni, enti e istituzioni per fronteggiare l’emergenza idrica. Lo chiedono le Cia regionali del Piemonte, Lombardia,
Veneto ed Emilia Romagna che sollecitano, inoltre, con un documento congiunto, un piano straordinario e la dichiarazione dello stato di emergenza per il bacino del fiume Po e per i bacini
limitrofi che presentano simili condizioni critiche.

“In tal modo -dice Nazario Battelli, presidente della Cia Emilia Romagna- possono essere attivati tempestivamente tutti gli strumenti istituzionali necessari a governare e gestire la
crisi, anche con il concorso -e l’ accordo- con l’Autorità di bacino del Po, le Regioni e le rappresentanze del mondo imprenditoriale”.

La situazione, secondo la Cia, ripropone con forza l’idea dell’ “Autorità unica” delle acque nella quale adottare, nel pieno rispetto del principio di solidale e
leale collaborazione, un approccio integrato di tutte le politiche adottare e porre in essere tutte le possibili iniziative di programmazione e di coordinamento.

“Occorrono interventi straordinari, flessibilità del Piano irriguo nazionale e Piano straordinario -aggiunge Battelli- poiché l’acqua è un bene primario comune
e limitato e tutti siamo chiamati ad operare per garantirne la salvaguardia, l’uso sostenibile e la corretta gestione”.

La situazione di carenza idrica, già rilevata in tutta Italia dalla Protezione civile, dalle principali Autorità di bacino e da diverse Regioni, non rappresenta ormai più
una eccezione ma un fenomeno ricorrente. “Gli ultimi dati a disposizione circa l’entità delle risorse idriche del bacino della Pianura Padana rilevano che, a fronte di una
portata del Po già inferiore a quella registrata l’anno scorso in pari periodo, il manto nevoso disponibile ricopre meno di un terzo del territorio coperto nel febbraio 2006
-ricorda Battelli- e le altezze del manto nevoso sono altrettanto ridotte per cui la situazione potrà risultare estremamente critica nonostante che le recenti precipitazioni abbiano
apportato un seppur minimo e temporaneo ristoro delle esigenze agricole”.

Sulla base delle previsioni stagionali oggi disponibili, quindi, e con temperature già oggi oltre la medie stagionali, l’emergenza idrica diverrà insostenibile nel periodo
di maggiore fabbisogno.

Gli andamenti climatici e la loro preoccupante evoluzione richiedono -evidenzia la Cia dell’Emila Romagna- l’adozione di politiche di lungo periodo e risorse disponibili volte a
rendere efficiente il sistema idrico, al risparmio, al riuso idrico, alla riduzione dei consumi procapite, allai conservazione e stoccaggio della risorsa idrica in pianura collina e montagna
quando essa è copiosamente (e spesso pericolosamente) disponibile. mentre occorre subito una politica che adotti misure di adattamento alle tendenze in atto.

Secondo la Cia regionale, infine, serve un meccanismo di regolazione delle concessioni e derivazioni idriche nel bacino padano, comprese quelle di produzione dell’energia idroelettrica
dei bacini alpini e dei laghi.

Sistemi di risparmio idrico, formazione e assistenza alle imprese agricole nonché interventi mirati all’uso razionale privilegiando l’irrigazione di soccorso sono le strade
da seguire, mentre nei periodi di scarsa disponibilità deve essere assicurata, dopo il consumo umano, la priorità dell’uso agricolo.

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