Scegliere la dieta mediterranea. E poi, mangiare poco, cercando sempre di non consumare fino alla sazietà. Così si aumenta la durata (e la qualità) della vita.

Questo il messaggio dell’AIGO, l’Associazione Italiana Gastroenterologi ed endoscopisti Ospedalieri (AIGO).

Il recente convegno è stata occasione per confrontarsi con i colleghi convegno annuale della Federazione Italiana delle Società Malattie Apparato Digerente (FISMAD) sul tema cibo, salute e benessere.

Come ricordato dal dottor Leandro, presidente AIGO, la parola d’ordine è stata “Il cibo è una vera e propria ‘medicina naturale”. Ecco allora una serie di ricerche sui centenari, su metodi e segreti della loro longevità.

Gli studiosi si sono concentrati in alcune zone del pianeta, dall’italiana i Villagrande Strisaili (in Sardegna) all’americana Loma Linda a Nicoya in Costa Rica e Okinawa in Giappone. E’ così emerso come la longevità fosse un mix di genetica ed alimentazione.

In particolare, il pasto tipico dei centenari era composto in media dal 70% da vegetali (di cui solo il 20% è frutta) e per il 30% di proteine magre. Il tutto veniva condito con olio d’oliva ed accompagnato da spuntini di frutta secca ed olive.

Inoltre, chi viveva a lungo si alzava da tavola non completamente sazio, avendo consumato solo l’80% del cibo necessario.

Sulla base delle loro scoperte, i ricercatori offrono una “lista della spesa” di alimenti sani da mettere in tavola. Ai primi posti, quelli con grassi vegetali: olive, noci, mandorle e frutta a guscio. Poi, le fonti di proteine: legumi, uova, formaggi e pesce. Per pane e derivati, scegliere farine integrali.

Matteo Clerici

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