Dieta mediterranea, stimolo e scudo per il cervello

Dieta mediterranea, stimolo e scudo per il cervello

Olio d’oliva e frutta secca: la dieta mediterranea aiuta il cervello, rendendolo più valido e meno vulnerabile al declino cognitivo.

Questa la conclusione di una ricerca dell’Università di Navarra (Spagna), diretta dalla dottoressa Elena Martínez-Lapiscina e pubblicata su “Journal of Neurology Neurosurgery and Psychiatry”.

Gli scienziati hanno lavorato con 522 volontari: uomini e donne anziani (55-88 anni), senza malattia cardiovascolari ma con alti fattori di rischio. Tra questi, diabete di tipo 2, storia
familiare di malattia, fumo od alcol.

Dopo una prima serie di test medici, il campione è stato inserito in PREDIMED, programma mirato all’individuazione precoce di malattia cardiovascolari. In seguito, sono stati creati in
maniera casuale tre gruppi dieta mediterranea con olio extravergine d’oliva, dieta mediterranea con e frutta secca e gruppo di controllo, una dieta a basso contenuto di grassi.

Nel periodo di controllo, i partecipanti hanno subito sia controlli del medico di famiglia che controlli trimestrali dei ricercatori sul rispetto della dieta. Dopo 6,5 di controlli standard,
questi hanno svolto test per il declino cognitivo. In particolare, è stato impiegato il Mini Mental State Exam: test di disegno a tempo, per determinare le funzioni cerebrali superiori,
compresa la memoria di attenzione e capacità di orientamento, il linguaggio, le abilità viso-spaziali e viso-percettive. E poi ancora le funzioni esecutive come la memoria di
lavoro, di attenzione, e il pensiero astratto.

Alla fine, la dottoressa ed i suoi colleghi hanno individuato 60 persone con declino cognitivo lieve:

18 del primo gruppo (dieta mediterranea ed extravergine), 19 del secondo (dieta mediterranea e frutta secca), 23 del terzo (gruppo di controllo).

Andamento simile per i 23 volontari soggetti a demenza: 12 del primo gruppo, 6 del secondo, 17 gruppo di controllo.

Infine, osservando in dettaglio i risultati dei test sul cervello, i volontari dei gruppi con dieta mediterranea mostravano punteggi significativamente migliori dei colleghi della dieta a basso
contenuto di grassi.

Commentando i risultati, la capo-ricercatrice ritiene che, aldilà della cautela e della necessità di approfondimento, lo studio dimostri come la dieta mediterranea porti benefici
a lungo termine al cervello.

Matteo Clerici

ATTENZIONE: l’articolo qui riportato è frutto di ricerca ed elaborazione di notizie pubblicate sul web e/o pervenute. L’autore, la redazione e la proprietà, non
necessariamente avallano il pensiero e la validità di quanto pubblicato. Declinando ogni responsabilità su quanto riportato, invitano il lettore a una verifica, presso le fonti
accreditate e/o aventi titolo.

Leggi Anche
Scrivi un commento