Dietro le quinte del progetto La Vigna in Rosa

Dietro le quinte del progetto La Vigna in Rosa

Sabato 24 ottobre al Wine Show, presso lo Spazio Istituzionale della Regione Piemonte, è stata
presentata con successo La Vigna in Rosa. Numeri, impegno, aspettative dell’imprenditoria
vitivinicola al femminile, progetto esclusivo di Donna Sommelier Europa, sostenuto dal Ministero delle
Politiche Agricole Alimentari e Forestali e dalla Regione Piemonte ed ideato con la finalità di
descrivere e valorizzare impegno e professionalità delle presenze imprenditoriali femminili nella
viticoltura. Donna Sommelier Europa, d’altro canto, ha sempre rivolto una particolare attenzione al
mondo femminile dell’imprenditoria vitivinicola, soprattutto in quest’ultimo periodo di mutata
concezione della ruralità e all’interno del fenomeno più generale della femminilizzazione
dell’agricoltura.
La tavola rotonda, cui hanno preso parte Mercedes Bresso, Presidente della Regione
Piemonte, Mino Taricco, Assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte, Maria Luisa Alberico,
Presidente di Donna Sommelier Europa e Laura Mari, Cedalio Consulting per la Città di Torino,
moderati dalla giornalista Rai Milena Boccadoro, rappresenta la prima tappa di un tour che Donna
Sommelier avvierà nelle varie regioni introducendo eventi con le produttrici e le realtà professionali
femminili presenti nel territorio.
L’importanza del contributo della ricerca La Vigna in Rosa, prima nel suo genere, è inoltre
confermata dalla presentazione in occasione della scorsa edizione di Vinitaly, alla presenza del
Ministro per le Politiche Agricole, on. Luca Zaia, dal patrocinio del Ministero del Turismo e di
numerose regioni italiane, e dall’aver fornito una prima mappatura nazionale dell’imprenditoria
vitivinicola che ha coinvolto gli Assessorati all’Agricoltura, le Commissioni per le Pari Opportunità ed i
Comitati dell’imprenditoria femminile presso le Camere di Commercio, gli Enti e le Associazioni di
categoria.
L’accurata indagine, condotta da Metis Ricerche, si è avvalsa della collaborazione della
Camera di Commercio di Torino. Dai dati InfoCamere contenuti nella banca dati Ulisse, che hanno
rappresentato un aspetto centrale per la ricerca e l’individuazione delle variabili oggetto
dell’indagine, è emerso infatti un interessante dato di partenza: 30.000 posizioni imprenditoriali
femminili attive – intese come aziende in cui almeno la metà delle posizioni imprenditoriali è
occupata da donne, che si concentrano nell’ordine in Sicilia, Piemonte e Veneto. La ricerca ha
quindi messo in evidenza una prima esplorazione che ha restituito dignità ed orgoglio ed ha aperto
ad ulteriori indagini sull’affascinante universo imprenditoriale femminile sottolineandone le sfumature
“rosa”.
Il primo interrogativo a cui si è orientati è stata la definizione del target obiettivo che ha
escluso aziende in cui non figurano donne nella società o in cui le donne risultano intestatarie ma
non lavorano attivamente unitamente a quelle in cui il numero dei soci maschi è superiore a quello
delle socie donne. Il 64% delle posizioni imprenditoriali nazionali sono risultate reali.
Oltre l’80% delle aziende interpellate è attiva nella coltivazione dell’uva, il 17% coltiva e vinifica. Nel
Nord Ovest e nel Centro Italia, pur se prevalente l’attività della coltivazione della vite, un terzo è
impegnato anche nella trasformazione dell’uva. Se prevale ampiamente la gestione esclusivamente
familiare, la forma societaria più diffusa è l’azienda individuale in cui si ritrovano, oltre alla titolare,
mediamente due addetti coinvolti nell’attività.
Il 62% delle aziende ha una superficie agricola inferiore a 5 ettari. In particolare, se nel Nord
Ovest prevalgono le aziende attive nella produzione del vino, è tuttavia nel Centro, in cui
prevalgono le aziende che si rivolgono a coltivazioni miste, che le aziende occupano mediamente
superfici maggiori. Le imprenditrici vitivinicole prestano particolare attenzione alla qualità: coinvolte
nelle coltivazione di uva per vini D.O.C. risultano il 62% mentre la percentuale di I.G.T. si attesta al
13%, con un orientamento al biologico soprattutto nell’Italia insulare.
Se l’81% delle aziende che produce vino provvede anche all’imbottigliamento, il 77% delle
imprese vinicole commercializza in proprio. Ben il 44% delle aziende, poi, esporta il proprio prodotto
all’estero principalmente verso Stati Uniti, Germania, Svizzera e Giappone.
Qual è infine il profilo dell’imprenditrice vitivinicola? Di quale formazione dispone? Si occupa
prevalentemente dell’attività produttiva o di quella commerciale? Quale profonda motivazione l’ha
indirizzata alla scelta di questa professione?
Le imprenditrici hanno in media raggiunto la piena maturità professionale anche se nel Nord
Ovest e nel Sud sono mediamente più giovani, contrariamente a quanto avviene nelle isole.
L’esigenza di una formazione specifica è avvertita soprattutto dalle nuove generazioni. La scelta di
iniziare ex novo l’attività è sentita come rilevante soprattutto a partire dagli anni Novanta. L’86%
delle intervistate è direttamente impegnata nell’attività produttiva dell’azienda. Il 50% si occupa
anche della parte amministrativa e di quella commerciale. Una peculiarità che contraddistingue le
imprenditrici più giovani rivela come tendano ad occuparsi in misura inferiore della produzione e a
dedicare maggior tempo alla funzione commerciale. L’offerta di un prodotto di qualità, la possibilità
di vivere a stretto contatto con la natura e l’autonomia derivante dalla propria attività
imprenditoriale rappresentano infine la fonte di maggior soddisfazione.
Donna Sommelier, in linea con il proprio progetto editoriale ed associativo, ha inoltre
arricchito l’indagine statistica con contenuti storico-culturali proponendo una sintesi di storia della
vitivinicoltura al femminile, dal mondo greco ai giorni nostri, e presentando una panoramica della
produzione enologica, con l’elenco completo e aggiornato delle DOC e DOCG e dei “luoghi” del
vino – Enoteche e Botteghe regionali, Strade del vino -, nella consapevolezza che il turismo
enogastronomico, la tutela e la valorizzazione del territorio e la cura dell’ambiente possono fornire
alla realtà italiana opportunità economiche inesplorate e che sia proprio la donna, in questo
ambito, la vera protagonista del cambiamento e della trasformazione culturale che indirizza ad una
nuova concezione di ruralità.

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