Salmonella enterica sierotipo Schwarzengrund sembra essere in grado di infettare facilmente l’uomo. Questo sierotipo, infatti, ha recentemente mostrato una grande diffusione dal pollame
all’uomo in Tailandia e dai prodotti alimentari importati da questo Paese alle persone in Danimarca e negli Stati Uniti. In particolare, di 183 profili elettroforetici su gel (PFGE, analisi del
DNA) condotti su 581 isolati del patogeno, si sono osservati 136 isolati (23.4%) appartenenti ai tre profili (sottotipi) più comuni del patogeno. Sette di altri 14 isolati da persone in
Danimarca hanno mostrato gli stessi profili elettrofforetici trovati in altre persone e nella carne di pollo in Tailandia; mentre 22 su 390 isolati umani negli Stati Uniti hanno mostrato gli
stessi profili trovati in Danimarca ed in Tailandia.

Questi sono i principali risultati di uno studio condotto dai Centri di Controllo e Prevenzione delle Malattie di Atlanta (CDC) sulla diffusione internazionale del patogeno alimentare
Salmonella Schwarzengrund, un ceppo resistente a diversi antibiotici, negli alimenti.

Nello studio sono stati confrontati un totale di 581 isolati di S. Schwarzengrund dalle persone, dagli alimenti e dagli animali destinati all’alimentazione in Danimarca, in Tailandia e negli
Stati Uniti con l’utilizzo delle analisi del DNA e delle analisi di suscettibilità agli antibiotici. La resistenza, compresa quella all’acido nalidixico, è risultata frequente fra
gli isolati dalle persone e dai polli in Tailandia, dalle persone negli Stati Uniti e dagli alimenti importati dalla Tailandia in Danimarca e negli Stati Uniti.

** Questo studio evidenzia uno dei problemi legati ai patogeni alimentari come Salmonella, che possono sviluppare resistenza a diversi antibiotici e diffondersi largamente anche nell’uomo.
L’aspetto dello sviluppo di resistenza nei patogeni va considerato da chi si occupa di sicurezza alimentare e igiene. In particolare, va ricordato che questo rischio si presenta principalmente
quando si ha a che fare con disinfettanti particolarmente aggressivi o utilizzati in modo improprio.

Link:

http://www.cdc.gov/eid/content/13/5/726.htm?s_cid=eid726_e
(lingua inglese – il rapporto del della Facoltà di Salute Pubblica del Regno Unito – formato pdf)

www.sicurezzadeglialimenti.it