D’Inverno a Tavola Dolomiti: posticipa al 28 novembre a causa dei disastri

D’Inverno a Tavola Dolomiti: posticipa al 28 novembre a causa dei disastri

8  Nov, 2018

D’Inverno a Tavola Dolomiti” 29 ^ EdizioneTutto il sapore delle Dolomiti Bellunesi

Edizione della rassegna “culturale” enogastronomica diversa da tutte le altre. Quanto il buon mangiare e i prodotti tipici possono sostenere un territorio ferito. Presentazione della rassegna a San Gregorio nelle Alpi in Valbelluna segnata dalle recenti imponenti eccezionali calamità naturali.

Una cena per aiutare il territorio ferito

Prenotare una cena, passare una giornata fra il Cadore e il Feltrino è una manifestazione concreta di sostenibilità attiva e concreta. 8 menù all’insegna della stellare cucina di questi cuochi-ristoratori fedeli al territorio. un esempio da imitare. Scegliere il feltrino e l’agordino per fare turismo e vacanze, vuol dire dare un contributo sostanziale al territorio. Non abbandoniamo il paesaggio culturale ambientale delle Dolomiti riconosciuto patrimonio Unesco”, così dice Giampietro Comolli, nella veste di esperto enogastronomico, di distretti produttivi ed anche come membro dei comitati e associazioni popoli alluvionati e terremotati-Aec, presente alla cena al ristorante Baita a l’Arte della famiglia Merlin, un punto di riferimento da decenni di tutta la cucina e enogastronomia bellunese.

Un grande cuoco e non uno chef! E’ come essere ospiti in una casa privata raffinata e di alta qualità culinaria, un privilegio, non in un ristorante qualsiasi anche se stellato , come banalmente oggi si dice quando si vuole indicare un luogo meritevole. Ci sono grandissimi ristoranti, menù eccezionali, grandi cuochi e scalchi ( ecco la figura giusta per Dino Merlin più che  bravo cuoco in cucina e lontano dagli impiattamenti continui televisivi) che non hanno stelle e stellette assegnate e poi tolte.

28 novembre 2018 Cena di presentazione della 29^ edizione “D’Inverno a Tavola Dolomiti

Cena di presentazione della 29^ edizione di  “D’Inverno a Tavola Dolomiti” , edizioni continue per 29 anni, mai abbandonata o saltata a dimostrazione dell’impegno, della volontà e della garanzia di questo gruppetto di cuochi, affiatati, amici, pronti ad aiutarsi uno con l’altro, soprattutto ricca di contenuti e di riflessioni che hanno unito la gande cucina tradizionale bellunese rivista e ricreata dalle sapienti e dosate innovazioni di questi 8 ristoratori, distribuiti su tutto il territorio provinciale da Feltre al Cadore e l’Agordino.

Una serata con diversi giornalisti anche non bellunesi, venuti da Venezia e Treviso, da Milano e Padova, proprio per testimoniare la qualità del menù atteso, ricchissimo di estro culinario, ma promotore dei diversi prodotti agricoli locali.

Non solo i grandi formaggi vaccini, di capra e pecora, rappresentati dalla associazione Strada dei Sapori e dei Formaggi presieduta da Massimo Simionato, ma anche i fagioli tipici, il presidio dei fagiolini Gialet presenti sul territorio dalla metà del XVI° secolo, la zucca santa che ha già il suo consorzio, le patate di Cesio, la trota dei fiumi, il cavolo cappuccio e il suo consorzio e novità lo Zafferano delle Dolomiti pronto per il riconoscimento del marchio.

Tutto il sapore delle Dolomiti bellunesi

Riconoscimento assoluto che meriterebbe, e tutti gli ospiti presenti hanno chiesto a gran vice, una De.Co. per il Pastin e Schiz in modo da salvarlo dalle imitazioni e dalle eccessive variazioni e personalizzazioni. Un piatto storico del territorio da salvaguardare attraverso una ricetta, attraverso un piatto e non i prodotti base, ha consigliato Giampietro Comolli. all’ingresso del ristorante facevano bella mostra ( e un gran profumo di montagna e di ambiente sano) i diversi prodotti locali compreso il fagiolo di Lamon, il mais sponcio, il pom prussiano e tutti i grandi formaggi come lo Zigher, il Cesio, il morlacco e il bastardo del Grappa, il Piave dop, il Busche.

Azzeccatissimo il sottotitolo della edizione,  “Tutto il sapore delle Dolomiti bellunesi”, attraverso un ciclo di serate, una per ristorante, nel periodo tra fine novembre e metà marzo 2019. In ogni piatto dell’intera rassegna ci sarà almeno un prodotto locale. In ogni serata un’impresa agricola bellunese avrà l’occasione di presentarsi al pubblico, descrivendo le caratteristiche del proprio prodotto.

Purtroppo assenti alla serata tre titolari di altrettanti ristoranti, che avrebbero dovuto realizzare il loro piatto, situati nelle zone della provincia maggiormente colpite dal disastro ambientale dei giorni precedenti (La Baita di Livinallongo, Pino Solitario di Vigo e Cianzia di Borca di Cadore).

Ma proprio da parte di questi è stata manifestata la ferma volontà di dar corso alla rassegna, perchè “il nostro istinto di montagna ci dice che, oggi più di ieri, siamo chiamati a fare il nostro mestiere, giorno dopo giorno, passo dopo passo al servizio del nostro territorio, aprendoci a quell’ospitalità che sarà energia e fonte di nuova luce per la bellezza bellunese”, come si legge sulla pagina Facebook di D’Inverno a Tavola.

Giampietro Comolli, scalco e conduttore della serata, dello stesso avviso: “ Qui oggi non serve assistenzialismo. Una solidarietà concreta, passata l’emergenza, sarà quella di tutti coloro che verranno a visitare questo territorio, acquistandone i prodotti, soggiornando negli alberghi e frequentandone i ristoranti”.

Paolo Doglioni, presidente di Confcommercio Belluno, lancia un appello a tutta la stampa veneta e nazionale “…affinchè mantenga viva l’attenzione nei prossimi mesi su tutto il valore che il nostro territorio riesce a esprimere”.

Un valore che Serena Turrin, docente di scienze agrarie all’Istituto Dal Piaz di Feltre, ha spiegato evidenziando il primato in biodiversità coltivate e allevate che contraddistingue la Provincia di Belluno: “…urge il recupero di tutto questo patrimonio perchè garantisce un grande valore aggiunto per il futuro del territorio”.

Viviana Biesuz, produttrice di zafferano griffato Dolomiti, ha presentato questo nuovo prodotto locale dalla grandi potenzialità in abbinamento alla cucina tradizionale e creativa, ottima coltivazione anche in montagna perché ama le basse temperature, diventato un marchio registrato che annovera già 60 piccoli produttori nel territorio delle prealpi.

Chiara Bortolas, vice presidente nazionale di Donna Impresa di Coldiretti, ha messo in risalto il valore della serata trascorsa e dell’intera manifestazione: “E’ un’esperienza concreta di rete tra produttori e ristoratori ed è la via da percorrere per il bene della nostra comunità ed economia”.

La 29^ edizione di D’Inverno a Tavola Dolomiti è promossa da Confcommercio Belluno con Strada dei Formaggi e dei Sapori della Provincia di Belluno e Coldiretti Belluno Campagna Amica.

 

Le date già fissate della rassegna:

inizio il 28 novembre 2018, ore 20, da  Pino Solitario (Vigo di Cadore), 7 dicembre 2018 Trattoria L’Oasi (Limana), 25 gennaio 2019 La Gioi (Lasen di Feltre), 22 febbraio 2019 Baita à l’Arte (S. Gregorio nelle Alpi), 1 marzo 2019 Taverna (Belluno), 8 marzo 2019 Cianzia (Borca di Cadore), 15 marzo 2019 La Ziria (S. Stefano di Cadore). La cena a La Baita di Livinallongo è stata posticipata a data da comunicarsi.

Ultim’ora, giovedì 7 novembre 2018

07/11/2018
alle 20:35
walter de cassan
albergo-labaita.com  x
[email protected]
Buona sera, sono il titolare dell’albergo Ristorante La baita, voglio informare che a
causa dei noti accadimenti degli ultimi giorni in agordino, la serata del 17 novembre è rinviata a data da destinarsi. grazie walter

 

Tutte le info su www.dinvernoatavoladolomiti.it

 

Redazione Newsfood.com

 

 

 

 

 

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