Torino – L’applicazione della direttiva nitrati in Piemonte desta ancora preoccupazione, il nuovo regolamento regionale di disciplina della materia, su richiesta dell’UE, deve
essere infatti ulteriormente integrato con alcuni elementi di maggiore dettaglio.

Si tratta in particolare dei livelli di concimazione azotata, per la definizione dei quali gli uffici regionali, alcune settimane fa, avevano proposto parametri di calcolo che quantificavano
soglie di azoto da distribuire sul terreno molto inferiori a quelle dettate dall’ordinaria pratica agronomica.

Un difetto, questo, che avrebbe influito negativamente soprattutto sulle rese quali-quantitative di mais, frumento e riso. Inoltre, se questi valori fossero poi stati adottati come
«baseline» delle misure agroambientali del Psr, dove i disciplinari delle singole colture riducono ulteriormente l’apporto di azoto, le perdite di produzione e di qualità non
avrebbero potuto in alcun modo essere compensate dal premio, determinando un abbandono generalizzato delle misure da parte degli imprenditori agricoli. Stante questa situazione, Confagricoltura
Piemonte ha chiesto e ottenuto, anche grazie all’intervento dell’assessore regionale all’Agricoltura Mino Taricco, la predisposizione di una tabella univoca, con limiti di fertilizzazione
azotata per le varie colture validi ai fini della «baseline» delle azioni agroambientali.

Tuttavia, questi valori tabellari, che sembrano adeguati per il mais, non lo sono affatto per il riso e soprattutto per il frumento duro e i grani di forza. Per questo, Confagricoltura Piemonte
ha di nuovo chiesto di correggere la tabella proposta, prima della sua adozione per il Psr. Infine, sul problema dei parametri di calcolo della fertilizzazione azotata nelle aree vulnerabili,
in un recente incontro con le organizzazioni professionali agricole, Taricco ha dato la disponibilità dei suoi uffici a rivedere alcuni coefficienti, in modo che le concimazioni siano
quantitativamente più rispondenti alle reali esigenze delle varietà coltivate.