Vercelli – I tangibili disagi della sanità vercellese e valsesiana non vanno esclusivamente a ledere il diritto delle persone a sentirsi sicure e assistite, ma innescano
anche problematiche occupazionali, e spesso le due immagini viaggiano parallelamente, anche se più che viaggiare deragliano.

Lo si evince in maniera limpida dalla drammatica vicenda che stanno vivendo le 32 persone della Elleuno di Casale Monferrato, cooperativa che gestisce le figure inquadrate nel ruolo di
soccorritori e autisti di ambulanze.

L’Azienda Sanitaria vercellese sta mettendo in atto una riorganizzazione del sistema, ed è seriamente intenzionata a sostituire i 32 lavoratori della Elleuno con personale aziendale
ausiliario, «senza che abbia i requisiti idonei a disimpegnare tale particolare specifico servizio e privi di qualsiasi attestato che possa autorizzarli a toccare ammalati e
feriti». La denuncia arriva direttamente dal personale della cooperativa che ha inviato una lettera al Presidente della Provincia Renzo Masoero e al vicepresidente Gianluca
Buonanno.
Sempre a seguito della riorganizzazione i dipendenti della Elleuno denunciano la dismissione di alcune ambulanze medicalizzate da parte dell’Asl, senza che sia stata prevista una soluzione
alternativa «a beneficio dell’utenza. Problematica che, ovviamente, comporta un notevole ritardo nel servizio sanitario di soccorso».

Alla luce di queste notizie assolutamente inquietanti si staglia all’orizzonte l’ipotesi piuttosto concreta che i 32 dipendenti della Cooperativa Elleuno, dal 1° giugno 2008 rimarranno
senza lavoro.
Come se non bastasse nell’accorato appello inviato a Masoero e Buonanno si può anche leggere che «sono state già eliminate dal servizio di emergenza sanitario 3 ambulanze
Delta a Santhià, Gattinara e Vercelli».
La «riorganizzazione» del servizio sarebbe stata ideata da Danilo Bono, responsabile sanitario del Dipartimento di emergenza territoriale per conto della Regione Piemonte. Ed
è proprio in questa direzione che si stanno muovendo Presidente e Vicepresidente della Provincia. E’ stato infatti chiesto un incontro urgente con il responsabile del servizio regionale
per chiarire la questione e adottare i provvedimenti del caso. Al tempo stesso Masoero e Buonanno vedranno anche l’Assessore alla Sanità del Comune di Vercelli, Giuseppe Cannata, nelle
vesti di responsabile della Centrale Operativa Provinciale del 118.

«Siamo di fronte ad un contesto assurdo – commentano Masoero e Buonanno – ci chiediamo con quali criteri sia stata gestita una riorganizzazione del settore che penalizza un servizio
basilare come il pronto soccorso, attraverso tagli sommari di ambulanze medicalizzate e di personale specializzato, e al tempo stesso preveda l’allontanamento a cuor leggero di 32 persone. Che
tradotto significa 32 famiglie che da giugno vivranno una situazione drammatica. Lo potremmo definire un caso di liquidazione della sanità pubblica, che sta avvenendo per eutanasia
programmata ed incentivata da parte della Regione. La garanzia di una giusta assistenza ai malati è stata compromessa da scelte sciagurate e sta andando verso una via di non ritorno. Se
si inizia a mettere dei paletti difficilmente si tornerà indietro. Ecco perché manifestazioni come la Marcia per l’Ospedale rappresentano qualcosa in più di una speranza.
Dobbiamo dar voce alla gente e alle loro legittime istanze».