Piemonte – Proseguirà martedì prossimo in Consiglio regionale l’esame del disegno di legge in materia di sicurezza integrata, dopo l’approvazione di tutti gli articoli del
provvedimento, la finalità del disegno di legge è di realizzare, anche attraverso attività promozionali e di sostegno, politiche locali per la sicurezza integrata delle
città e del territorio regionale e per lo sviluppo di una cultura e di una pratica diffusa della legalità, tese a contrastare i fenomeni che generano sentimenti di insicurezza
della popolazione ed aumentare la sicurezza reale.

La legge definisce (art 3) i compiti e le funzioni dei soggetti istituzionali, prevede assistenza ed aiuto alle vittime dei reati, priorità ed indirizzi per il sistema integrato di
sicurezza ed istituisce una struttura regionale di coordinamento tecnico.
Tra le novità della legge (art 7), l’istituzione della Conferenza regionale sulla sicurezza integrata composta dal Presidente della Regione, dai Presidenti di Provincia, dai Sindaci dei
Comuni capoluogo, e dai rappresentanti designati da Anci, Uncem, Lega delle Autonomie Locali, ANPCI, da convocarsi almeno una volta all’anno.

La Regione riconosce le competenze proprie specifiche degli enti locali e dei soggetti pubblici e privati operanti nel campo sociale, in materia di sicurezza integrata, ne coordina gli
interventi e promuove e sostiene accordi di partenariato ed i patti locali per la sicurezza integrata.
In merito all’approvazione dell’emendamento presentato dal consigliere Buquicchio e riportato da molti organi di informazione con titoli fuorvianti sull’uso dei manganelli, l’Assessore alla
Sicurezza, Giovanni Caracciolo, precisa che la norma prevede che “gli operatori di polizia locale che espletino funzioni di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza possono essere dotati
di presidi tattici, di limitato impatto visivo, ai fini della prevenzione e della tutela della propria incolumità personale. L’individuazione di tali presidi difensivi, distanziatori e
di autosoccorso, nonché le modalità di impiego, sono materie di specifico regolamento regionale, da emanarsi entro 60 giorni a cura della Giunta regionale, sentita la Commissione
regionale competente.”

Tra le novità della legge, la Regione promuove l’istituzione di un numero unico attraverso il quale chiunque possa attivare il comando di polizia locale più vicino al luogo della
richiesta.
La legge, finanziata con un contributo annuo di 5 milioni di ? (3 milioni per le spese correnti- di cui solo il 10% per collaborazioni e consulenze- e 2 milioni per spese in conto capitale),
prevede anche l’istituzione di un fondo si solidarietà per gli appartenenti alle forze armate, alle forze dell’ordine, ai vigili del fuoco e alle forze di polizia locale piemontesi,
deceduti a seguito di servizio e per i civili piemontesi periti a causa di atti terroristici.