Distretti agroalimentari piemontesi: disegno di legge approvato in Commissione Agricoltura

Torino – Il disegno di legge sull’istituzione e la disciplina dei distretti rurali e agroalimentari di qualità ha ottenuto questa mattina il parere favorevole della III
Commissione Consigliare Agricoltura e sarà ora sottoposto al Consiglio Regionale per la discussione e l’approvazione definitiva.

Compie un passo avanti importante l’iter di una normativa che costituisce una vera e propria riforma della politica di distretto, finalizzata a ristrutturare, in forme omogenee e flessibili, la
gestione delle aggregazioni territoriali.
I Distretti, così come concepiti dal nuovo disegno di legge, rappresenteranno infatti un nuovo approccio alla gestione delle risorse e dei progetti territoriali, puntando a fare sistema,
a coordinare le iniziative di promozione, a sostenere i progetti integrati di filiera, con ambiti di applicazione che non riguarderanno solo la produzione ma avranno ricadute positive anche
sulla commercializzazione e la promozione, la tutela del paesaggio, il turismo, come ha avuto modo di sottolineare l’Assessore all’Agricoltura, nell’illustrare il disegno di legge della Giunta
Regionale.

La proposta di legge definisce i Distretti agroalimentari di qualità come sistemi produttivi locali, caratterizzati da uno o più prodotti merceologicamente omogenei, certificati e
tutelati, la cui valenza economica risulti significativa; inoltre deve sussistere una interdipendenza tra imprese agricole, di trasformazione e di commercializzazione, tale da poter definire
una filiera integrata, che comprenda anche aspetti culturali e turistici di valorizzazione del territorio.

La legge definisce altresì i Distretti rurali come entità caratterizzate da un’identità storica consolidata, coerente con la vocazione del territorio e che favorisca
un’integrazione tra attività agricole e altre attività locali, ma soprattutto ripensa in una logica più coordinata e integrata, attraverso il Distretto, la promozione dei
territori e dei loro prodotti di qualità.
La riforma mira anche a coordinare i Distretti dei vini, sinora regolati dalla legge regionale 20/99 di carattere specialistico, che rientreranno nella nuova normativa sui Distretti
agroalimentari, rispondendo così a linee di indirizzo omogenee a tutti gli altri settori.

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