Mazara del Vallo: diplomatico dissequestro pescherecci in tempi record

 

Distretto della Pesca di Mazara: dopo il fermo, intervento della nostra diplomazia, finito il sequestro dei due pescherecci mazaresi ad opera dei libici al largo della Cirenaica

Testo e foto
Maurizio Ceccaioni

Mazara del Vallo, 12 ottobre 2018
All’una di questa mattina i due pescherecci d’altura del Distretto della Pesca di Mazara del Vallo, ‘Matteo Mazzarino’, della M.C.V. Pesca dell’armatore Vincenzo Asaro (sette uomini di equipaggio al comando del capitano Alberto Figuccia), e ‘Afrodite Pesca, della Afrodite Pesca Srl dei fratelli Pellegrino (con sei uomini d’equipaggio, al comando del capitano Vincenzo Pellegrino) hanno lasciato il porto di Ras Al Hilal.

Il sequestro, da parte di una motovedetta libica, era avvenuto nella serata del 9 ottobre a circa 30 miglia nautiche dalla citta di Derna, in Cirenaica e condotti nel porto di Ras Al Hilal.

A darne notizia, una nota governativa a firma Giuseppe Conte, arrivata direttamente dalla presidenza del Consiglio dei Ministri.

Nino Carlino presidente Distretto pesca e Crescita blu di Mazara

Appena informato del rilascio, il presidente del ‘Distretto Pesca e Crescita Blu’, Nino Carlino, si è subito messo in contatto con gli armatori. «Eravamo stati da subito fiduciosi sul rilascio in breve termine dei due pescherecci mazaresi – ha subito dichiarato Carlino – e ringraziamo il Governo nazionale, la Farnesina, il Governo regionale e il Comando Generale delle Capitanerie di Porto, che hanno seguito costantemente la vicenda e per la vicinanza mostrata ai nostri pescatori».

Da quanto risulta, alle società armatrici non è stata fatta pagare nessuna ammenda, ma è stato confiscato l’intero pescato delle due imbarcazioni – di cui solo in minima parte riferibile all’attività di pesca nella cosiddetta ZEE (Zona Economica Esclusiva), introdotta dal 2005 dalla Libia, che di fatto ha esteso le proprie acque territoriali 62 miglia nautiche oltre le 12 convenzionali.

Dagli anni 80 del secolo scorso, sono stati ben oltre un centinaio i sequestri di pescherecci mazaresi nel Canale di Sicilia al largo delle coste egiziane, tunisine e libiche. Centinaia anche i marittimi passati per le loro carceri e danni per milioni di euro per gli armatori.

Pescherecci in cantiere a Mazara del Vallo

Un problema, quello del sequestro dei pescherecci mazaresi in acque internazionali, che si è aggravato con l’instabilità politica in cui vivono questi Paesi della sponda sud del Mediterraneo, Libia in primis.

Quello della pesca del gambero rosso, tonno o pescespada, con relative controversie rivierasche e politiche, è un problema che va risolto  al più presto. Stabilendo regole certe e di buon “vicinato”, per instaurare veramente quei rapporti d’interscambio tra le due sponde di quel Mare Nostrum, che non sono proprietà di nessuno, ma bene di tutti.

Se ne parla sempre durante le varie edizioni del Blue Sea Land, l’Expo dei cluster agroalimentari del Mediterraneo, Africa e Medioriente promosso dal Distretto della Pesca e Crescita Blu di Mazara del Vallo.

Se ne parla e sembra che siano sempre tutti d’accordo, ma alla prova dei fatti, pare proprio che non sia così.

 

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Maurizio Ceccaioni
Newsfood.com