Distributori automatici di prodotti alimentari: quel che c’é da sapere

Distributori automatici di prodotti alimentari: quel che c’é da sapere

Cominciamo con alcune citazioni da un articolo pubblicato da http://avvertenze.aduc.it/ nel novembre scorso:

“Un quarto degli italiani ha ridotto i consumi alimentari o variato le abitudini a seguito della crisi, ma solo il 6,8% ha ridotto i propri acquisti dal distributore automatico. Quest’ultimi sono utilizzati dal 40% dei cittadini.

Sono almeno 15 milioni le persone che si avvicinano occasionalmente, o con una cadenza regolare, alla distribuzione automatica. In particolare, negli ultimi 6 mesi ben il 42% della popolazione italiana tra i 18 e i 64 anni ha acquistato alimenti e bevande automaticamente e addirittura un quarto degli utilizzatori ne fa un uso quotidiano. Sembra ormai
alle spalle lo stereotipo della ‘macchinetta mangiasoldi’ da prendere a calci…”

A fronte di queste cifre, che, presumibilmente, saranno destinate ad aumentare, riteniamo utile fornire ai nostri lettori alcune informazioni.

Cominciamo, come è nostra abitudine, con le prescrizioni di legge. L’art. 15 del d.to leg.vo 109/92 recita:

“1. I prodotti alimentari preconfezionati posti in vendita attraverso i distributori automatici o semiautomatici devono riportare le indicazioni di cui all’art. 3.

2. Nel caso di distribuzione di sostanze alimentari non preconfezionate poste in involucri protettivi ovvero di bevande a preparazione estemporanea o ad erogazione istantanea, devono essere riportate sui distributori e per ciascun prodotto le indicazioni di cui alle lett. a) e b) del comma 1 dell’art. 3, nonché il nome o ragione sociale e la sede dell’impresa responsabile della gestione dell’impianto.

3. Le indicazioni di cui ai commi 1 e 2 devono essere riportate in lingua italiana ed essere chiaramente visibili e leggibili.”

Dunque:

1. Verificate che, nel caso di prodotti preconfezionati, l’incarto riporti tutte le indicazioni di cui all’art. 3 (denominazione di vendita, elenco ingredienti, lotto, scadenza, quantità nominale, ecc.). Dato che i furbetti sono sempre in agguato, qualcuno potrebbe essere tentato di utilizzare confezioni monodose provenienti da multipack e prive di una o più di tali indicazioni.

2. Il comma 2 si riferisce, tipicamente, ai panini o tramezzini presentati, appunto, con il solo involucro di pellicola trasparente ed alle bevande (caffé, thé, cappuccini, ecc.) che vengono preparate al momento all’interno del distributore, partendo da materie prime in polvere.

In questi casi, le indicazioni obbligatorie che devono essere presenti all’esterno del distributore sono: denominazione di vendita ed elenco ingredienti (più, se del caso, eventuale presenza di allergeni, aggiungiamo noi). Altrettanto importante è l’indicazione dell’impresa responsabile della gestione: oltre al nome ed alla sede, ci dovrebbe essere indicato un numero telefonico da contattare in caso di necessità.

A questi requisiti minimi ci sentiamo di aggiungerne alcuni altri, dettati essenzialmente dal buon senso.

Innanzitutto la collocazione del distributore deve essere scelta in modo da ridurre al minimo il rischio di contaminazioni accidentali dall’esterno: ambienti polverosi o comunque poco puliti, posizionamento in aree difficilmente accessibili (es. nicchie o angoli che rendano difficile la pulizia dei fianchi e della parte posteriore del distributore), scarsa protezione da agenti atmosferici, ecc.

Per quanto riguarda, invece, la tipologia dei prodotti, particolarissima attenzione deve essere dedicata alle sostanze alimentari non preconfezionate poste in involucri protettivi. In altre parole, se nei tramezzini sono presenti ingredienti facilmente deperibili (salse, maionese, uova, tonno, formaggi freschi, ecc.) e potenzialmente pericolosi se non conservati in modo opportuno, è essenziale che l’interno del distributore mantenga la necessaria temperatura, il cui valore (come avviene per i banchi frigoriferi della grande distribuzione) dovrebbe essere visibile dall’esterno, a garanzia del consumatore.

Peraltro, ciò è espressamente previsto dal reg. (CE) 852/2004 (Igiene dei prodotti alimentari), nel suo all.II, cap.III: “devono essere disponibili appropriati impianti o attrezzature per mantenere e controllare adeguate condizioni di temperatura dei cibi”.

Riassumendo:

rispetto delle indicazioni di legge

facile reperibilità del gestore dell’impianto

posizionamento corretto e pulizia ambientale

possibilità di controllo della temperatura

Questi i punti chiave da verificare, per evitare brutte sorprese.

Ricordiamo, infine, che in ambito nazionale i comparti merceologici dell’intera catena della Distribuzione Automatica di alimenti e bevande, sono rappresentati da CONFIDA (Associazione Italiana della Distribuzione Automatica), le cui attività sono approfondite nelle Note finali.

Note finali:

CONFIDA

Progetto Confida

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Dott. Alfredo Clerici
Tecnologo Alimentare

Newsfood.com

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