Divorzio tra Edoardo Raspelli e Melaverde … focus su cibo, vino e TV

Divorzio tra Edoardo Raspelli e Melaverde … focus su cibo, vino  e TV
Melaverde e altre trasmissioni agro-alimentari enogastonomiche in TV e Radio nazionali
12 agosto 2019

COGLIAMO L’ATTIMO! RIFLESSIONE GLOBALE DA UN FATTO CONCRETO

QUALE INFORMAZIONE PER CIBO E VINO…. OLTRE ALLO SPETTACOLO E ALLA MODA?  
Edoardo raspelli
, un vecchio amico giornalista, già redattore alla libertà di Piacenza,  lascia MelaverdeTv Mediaset dopo, come sottolinea lui stesso, 21 anni. Complimenti in ogni caso. Il suo comunicato, molto crudo e credo molto sincero, in cui dichiara apertamente che lascia “… con il magone”, rappresenta la tipica espressione milanese-padana, fa riflettere molto. Raspelli non spiega nulla… ma lascia intendere, forse: cambio di faccia per la solita trasmissione “fra l’itinerante e il supporto mediatico” oppure cambio del contenuto del programma e quindi nuova o nuove facce? Non si sa.
Ma lo spunto, per una riflessione, è notevole. Io stesso ho partecipato a 20 puntate di Vivere Meglio – Rete4Mediaset dal 2008 al 2012, invitato dal medico Fabrizio Trecca e da Osvaldo Murri, a parlare di vino puntando su formazione, istruzione, conoscenza, salute e buongusto.
Oggi tutte le testate riportano solo i comunicati stampa della Coldiretti che spaziano dal rapporto monetario ed export alla Pac, da una ricetta del ristorante alla difesa dell’ambiente, dal clima dannoso all’edonismo narcisista della qualità a 360°. E’ vero che se c’è un vuoto, il più intelligente e il più in gamba occupa quello spazio e se è una  “corazzata Potemkin” non resta nulla ad altri.
Le restanti trasmissioni TV (solo TV) su cibo-cuochi-alimenti, ortonatura, fattorie campagna, su alberghi, chef (che non sono cuochi, per fortuna, anche perchè in cucina non ci sono mai), sui 4 amici al bar, 4 nemici ristoratori, l’inciucio delle cucine da incubo, senza dimenticare Gusto,  Linea Verde, la prova del cuoco, la mia cucina e 7 minuti per un piatto e la ricetta della nonna sui tanti canali Sky.
Viceversa ci sono anche il bravissimo Federico Quaranta (me lo ricordo al ristorante Crudo di Roma tanti anni fa con quei cuscini come seggiola e come tavolo), l’ottimo sorridente dinamico Nicola Prudente ma anche i cartaimpecoriti  Mengacci e Sardella,  la new-entry un po’ eterea ” e so tutto mi” di Pardo su Radio24 (dove già un altro caro amico, stimato, competente come Davide Paolini c’era da anni) salvato solo dalla grande professionalità, precisione, competenza di Davide Oldani che …. mutatis mutandis… potrebbe essere veramente il nuovo Gualtiero in salsa 3° millennio.
Davide ha quella creatività moderna e tecnologica che i “grandissimi” Mercatilli, Marchesi, Cogny, Colombani,  Cantarelli, Paracucchi, Migliorini non avevano a disposizione per dare dinamicità e polifonia alla propria vena artistica culinaria.  

E’ evidente che l’Italia, per la sua storia… cultura… qualità… biodiversità… valore… imprese… volumi… fatturato… attrazione… turismo… deve avere una forte, diffusa, specializzata, ricca comunicazione e media che tratti di agricoltura, alimentazione, territori, origine, tutela, produzione, dop… ma in che modo, con quale formula, tempi e conduttore?
Devono essere trasmissioni televisive o radiofoniche non autocelebrative, auto referenziali, di spiattamenti e di fake ricette, di veline e di corse ad ostacoli… bensì devono saper trasmettere passione, intrigo, suspance,  cultura anche da esportazione, in grado di insegnare a tutti l’importanza della misura e della salute. In questo – seppur con tutte le critiche del caso e il mio personale niet – master chef ha aperto molte cucine domestiche, ha fatto nascere giovani cuochi, ha stimolato gli italiani a cimentarsi anche in una storia nazionale fatta di cibo e di vino ( non citiamo il valore di miliardi di euro di tutto il sistema-comparto-settore per il PIL).
Ecco quello che manca realmente è un “masterwine” ovvero un programma televisivo e radiofonico che unisca la spiegazione, l’assaggio, la produzione, il luogo e diventi un modo per “formare” il consumatore. Sappiamo che i consumi nazionali, anche enogastronomici, sono fermi, non crescono e sono guidati da prodotti generici e soprattutto anonimi.
Ricordo che oltre 20 anni fa (ero da solo in Champagne a vendemmiare) la TV francese aveva programmato fino a Natale di quell’anno due programmi interessanti che “portavano cultura” (e voglia di spendere) senza fare a tutti i costi spettacolo: una era la serie di gialli ambientati nelle cantine e nei vigneti di Francia (con tanto di spot turistico) e una era una serie, giornaliera ma divisa in due parti, su France 2 che illustrava come si produce un Bourgogne piuttosto che un Bordeaux, puntando con ritmo e continuità sulle differenze … elencandole, descrivendole… un vero corso enologico per famiglia ripetuto più volte a orari intelligenti … molto intelligenti e di durata limitata a 6-10 minuti al massimo cadauna. Basterebbe copiare anche 20 anni dopo, non guasterebbe.

EDOARDO RASPELLI DOPO 21 ANNI
DA’ L’ADDIO  A MELAVERDE – “Era la mia vita e mi piange il cuore ma non me la sento più di lavorare a corrente alternata” dice il giornalista milanese. “Mi piange il cuore, dopo quasi 21 anni. Melaverde era tutta la mia vita professionale (e non solo) ma non me la sento di proseguire così, a corrente alternata. Mi avevano comunicato di aver deciso di voler  fare a meno di me nel 2020  ma di  volermi fare condurre la metà delle puntate di quest’autunno, sette su quattordici: preferisco lasciar perdere, anche se ho il magone”.
Così dice Edoardo Raspelli, il giornalista e “cronista della gastronomia” che ,nella trasmissione andata in onda dal 20 settembre 1998, cominciò a lavorare come inviato dopo le primissime puntate e  che poi iniziò a condurre nella primavera dell’anno successivo.
“Era un lavoro entusiasmante: era faticoso ma si respirava l’aria di una piccola grande squadra di amici, sempre a contatto con la natura e gli animali, scoprendo e facendo conoscere agli italiani Terra Territorio e Tradizione, le piccole grandi cose del nostro grande e sfortunato Paese… Ma, come direbbe Dante, < VUOLSI COSÌ COLÁ DOVE SI PUOTE QUEL CHE SI VUOLE E PIÙ NON DIMANDARE > “.
Edoardo Raspelli continua:  “Da sempre, sia su Rete 4 sia a Canale 5,  il contratto mi veniva fatto ogni sei mesi: possono fare in piena libertà quello che vogliono”.

 

Giampietro Comolli

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Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

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Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
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