DOMANDA INTERNA E CRESCITA EUROPEA

DOMANDA INTERNA E CRESCITA EUROPEA

Date: Sun, 5 May

QN IL GIORNO pag. 22 · 04-05-2019 «DOMANDA INTERNA E CRESCITA EUROPEA» Achille Colombo Clerici

L’Europa avrebbe bisogno di crescita economica, cosi’ come ne hanno bisogno, quale piu’ e quale meno, le economie dei singoli stati. Un aumento del Pil favorirebbe anche un certo allineamento ai parametri di stabilita’.

In questo quadro, una componente negativa nell’economia, a livello generale europeo, e’ costituita dalla carenza di domanda interna: il modello export led, seguito in Germania ed in altri stati, da’ buoni frutti, in termini di surplus di bilancia dei pagamenti, ma certo non favorisce la crescita della domanda interna ne’ nazionale, ne’ dei Paesi dell’Unione.
Occorrerebbe che parte di quel surplus, che  ecceda il tetto fissato dall’Unione, venisse reinvestito in infrastrutture produttive, in grado di generare posti di lavoro, aumento dei consumi e della domanda che ridonda anche a favore delle economie dei paesi Comunitari. Insomma un po’ di reflazione, ottenuta per questa via, non guasterebbe.

Ricordiamo che stati come l’Italia, sulla base della normativa europea vigente,  non riescono a fare  investimenti produttivi, poiche’ dovrebbero realizzarli o “a debito”, o riducendo il welfare, ovvero imponendo nuove tasse. E sappiamo che le tasse producono sull’economia un effetto depressivo. Insomma un circolo vizioso.

Il MIP ( Macroeconomics Imbalance Procedure ) approvato nel 2011, quale strumento di macrosorveglianza, prevede che la media triennale del saldo della bilancia dei pagamenti (differenza tra esportazioni ed importazioni ) possa oscillare, per ogni stato, tra un meno 4 ed un tetto del piu’ 6 % del Pil.
Ma la Commissione Europea, non ha mai formalizzato procedure sanzionatorie contro stati come la Germania ( 8,4 % ) e l’Olanda che hanno superato questo tetto.
Mentre contestazioni di violazioni sono state mosse ad altri stati, in caso di regole fiscali. Pur senza approdare, per la verita’, alla irrogazione di sanzioni.

In presenza di surplus, la Commissione ha  proceduto solo a inoltrare agli stati in difetto “raccomandazioni” che sono rimaste inattuate.

Sarebbe bene che, anche nello spirito di solidarieta’che deve improntare i rapporti all’interno della Unione, ci fosse dunque, da parte di questi stati, una maggiore sensibilita’ in merito.

 

Achille Colombo Clerici

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