Milano – Continua il dialogo promosso da Regione Lombardia con tutti i settori della filiera agro-alimentare per affrontare e arginare gli aumenti dei prezzi al dettaglio, per
domani, mercoledì 27 febbraio, la Regione ha convocato il secondo incontro del Tavolo tecnico cui prenderanno parte le associazioni interessate: dalla produzione agricola alla
trasformazione agro-industriale fino alla distribuzione all’ingrosso e al dettaglio.

In particolare saranno presenti Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Unionalimentari Confapi, Federalimentare, Lega Coop, Confcooperative, Confcommercio, Confesercenti, Federdistribuzione e
Unioncamere e, in rappresentanza di tutte le associazioni dei consumatori, la Lega consumatori.
E’ la prima volta che in Lombardia, e a livello nazionale, si costituisce un tavolo così articolato, che vede presenti tutti i soggetti coinvolti e che vuole affrontare in modo
strutturale il problema del rincaro dei prezzi.

«L’attenzione – ha detto l’assessore regionale al Commercio, Fiere e Mercati, Franco Nicoli Cristiani – verrà posta in particolare sulla tutela del potere d’acquisto dei cittadini
lombardi, attraverso una pluralità di interventi coordinati.
Riteniamo, infatti, che uno sforzo comune di collaborazione tra tutte le componenti del settore agro-alimentare possa portare a risparmi anche significativi sui costi di produzione, trasporto e
logistica, che possono andare nella direzione di un contenimento dei prezzi. Entro fine marzo avremo un programma definito e concreto di interventi, già avviati con il progetto ‘Stop ai
prezzi’».

Le linee di intervento, su cui il Tavolo dovrà esprimersi, riguardano:
– il contenimento dei prezzi al consumo, anche a seguito della positiva esperienza del progetto «Stop ai prezzi», lanciato da Regione Lombardia nell’ottobre del 2007 e ripreso in
altre Regioni italiane;
– l’educazione al consumo, per aiutare il cittadino consumatore a riconoscere sempre meglio le caratteristiche dei prodotti e dei servizi offerti, la loro qualità intrinseca e quindi il
valore che vi è contenuto, così da accrescerne la strumentazione nella selezione e nella scelta delle opzioni d’acquisto;
– la trasparenza nella formazione del prezzo, per aiutare il consumatore a individuare l’effettiva espressione, nel prezzo, della catena del valore rappresentata dalla filiera, con misure per
una adeguata informazione sulla effettiva composizione del prezzo e la sua ripartizione tra le diverse componenti della filiera;
– l’efficienza e il governo delle singole filiere, per ottimizzare il processo di organizzazione della filiera nel suo complesso;
– le azioni più adeguate a favorire il dialogo tra le diverse componenti del settore agro-alimentare e l’individuazione congiunta delle eventuali aree di inefficienza, promuovendo le
iniziative di miglioramento e di risparmio sui costi di produzione.

«L’incontro di domani – ha sottolineato Nicoli Cristiani – sarà quindi determinante per la definizione di un programma concreto che, pur rimanendo all’interno di logiche di
mercato, faccia appello alla responsabilità sociale delle imprese e si ponga il problema dell’educazione dei consumatori».