Domenica di riflessione per la crisi di governo

E’ una domenica di riflessione al Quirinale, dopo due giorni di consultazioni del capo dello Stato, la strada per uscire dalla crisi, intanto, si fa sempre più stretta: l’ipotesi di un
governo «ponte» che permetta di arrivare ad una nuova legge elettorale «è una partita difficile, quasi disperata», dice il presidente emerito della Repubblica
Carlo Azeglio Ciampi, l’ultimo a salire al Quirinale martedì prossimo.

Ciampi, comunque, considera «assurdo» andare alle urne con questa legge elettorale. Più diretto Piero Fassino: «Ci vuole un governo di tregua, di transizione». In
caso di elezioni subito, però, Fassino conferma la linea di Veltroni: il Pd correrà da solo, «basta a coalizioni eterogenee e rissose». Lamberto Dini, uno degli
imputati della caduta del governo, dice che è «necessario ogni sforzo contro le elezioni anticipate». Nel centrodestra, infine, sembra defilarsi anche l’Udc, l’unico partito
dell’opposizione disponibile a un governo di transizione: «Un governo senza Forza Italia – spiega Pier Ferdinando Casini – non ha senso».

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