Dopo Coronavirus nascerà una nuova Italia? … una nuova Europa? … Hamilton, Mclaren: siamo qui solo per il dio denaro

Dopo Coronavirus nascerà una nuova Italia? … una nuova Europa? … Hamilton, Mclaren: siamo qui solo per il dio denaro

Come sarà l’Italia, e l’Europa, fra 9 mesi? Spero e mi auguro saranno migliori!

I soliti poteri e i poteri forti spacciano lucciole per lanterne

Mattarella è veramente incavolato, finalmente!

Perché si crede che il peggio tocchi sempre agli altri. Il vertice europeo con più potere oligopolistico oggi non ha fatto una gaffe… ha scoperto le vere carte del Domino.  

  Hamilton capofila della Mclaren:” siamo qui solo per il dio denaro”

Sono evidentemente un Ferrarista, ma mi levo tanto di cappello a Hamilton capofila della Mclaren, quando in conferenza stampa ha detto:” siamo qui solo per il dio denaro”, frase che si potrebbe declinare e usare per qualunque attività, oggi, nel mondo e in Europa soprattutto.

Certo la risposta al coronavirus è partita in forte ritardo, tutto è stato avviato per non allarmare e per non far credere ad una pandemia, ma oggi il perseverare di Austria, Francia, Germania, Inghilterra ( per non parlare della Svizzera) in tentennamenti, dubbi e formule al ribasso dopo il monito-esempio che sta pagando l’Italia come cavia per tutta l’Europa (solo perché partiti prima), può diventare una grave colpa e danno sociale.

E’ sufficiente prendere atto del costo che sta pagando l’Italia e delle dichiarazioni – finalmente – dell’OMS per capire che nessuno potrà essere esente, a meno di non nascondere i dati ufficiali!  Perché c’è questa “politica” così diffusa in certi paesi, dall’Europa agli Usa?

E’ lecito pensare che la grande finanza sta ragionando in modo animalesco? “mors tua vita mea”?? Perché distruggere-incolpare un partner da 70 anni (Italia) vorrebbe dire o vuol dire per qualche altro partner vincere a mani basse, perché la moneta deve vincere sul pane quotidiano?

Perché accusare l’Italia di essere un “cancro europeo” in questo momento può salvare il manifatturiero di Francia e aumentare il capitale della Bundesbank in crisi? Le frasi di madame Lagarde (francese) sono molto legate a sistemi e a modelli matematici rigidi della finanza, la donna è molto più portata a una visione di trasferimenti finanziari e di uso della finanza nel mondo (cioè speculazione e futures all’americana) piuttosto che della economia, del suo valore orizzontale, di un saggio e misurato innesto e del potere della macro-economia nella vita quotidiana dei singoli cittadini.

Sono questi comportamenti e dichiarazioni che alimentano, ma peggio ancora testimoniano e provano, una enorme distanza fra Nord e Sud Europa, fra la vita di uno e la morte degli altri, fra il bisogno di una economia sovrana entrata in crisi per troppa rigidità e per troppo export.

La Germania ha guardato più ai conti di bilancio (sapendo sfruttare bene anche i diversi rebate-sconti che Kohl ha fatto avere dal 1990 alla Germania, Olanda, Danimarca, Belgio, Lussemburgo che da allora gravitano attorno a Berlino) rispetto all’Italia che ha incrementato il debito favorendo la crescita e uguaglianza sociale, il bene collettivo, il welfare.

Sono le frasi sbagliate (non sono gaffes) che danno origine al sovranismo e al populismo contro l’Europa: non credo proprio che un politico, anche se di statura bassa,  si alzi alla mattina con il sole nascente e avvii un programma politico o un processo che porti a dichiarare che la luce del sole non serve per vivere bene sul pianeta Europa.

Trovo da sempre che i leader – ognuno nel suo campo e in questo caso parliamo solo di banche (peggio ancora solo di moneta, flussi, tassi, azioni, capitali, borsa, spread, interessi attivi) – debbano essere molto attenti.

In 2 minuti la Signora delle Monete (non solo dell’Euro) ha distrutto 8 anni di lavoro certosino di Mario Draghi che ha lavorato senza forzature, ma con carisma e conoscenza dei veri problemi economico concreti,  un vero Signore dell’Euro per Tutti. La Lagarde ha detto molto chiaramente:  la BCE non deve aiutare gli Stati che non si castigano da soli e non farà tutto quello che è nel suo potere ma solo quello che distanzia e separa fra bravi e cattivi.

Questa è la vecchia opinione pre-Draghi voluta dai ministri-falchi della finanza tedeschi, olandesi, lussemburghesi, belgi, francesi, svedesi: i paesi del Nord Europa non pagano lo spread dell’Italia, Grecia, Spagna, Portogallo. E abbiamo visto come le banche tedesche hanno “acquistato” la Grecia, e questo non è sovranismo finanziario?

Il tema MES-Meccanismo di stabilità in via di approvazione non è errato, da italiano lo trovo giusto, ma sono alcune procedure, fattori di calcolo, parametri e tempi che non sono in linea con questi anni di vita di crisi dopo il 2012-2013. Anche la Germania autoaffonda se continua a chiedere più austerità e più export soprattutto se le altre monete prendono potere!

Far “incavolare” Mattarella ci vuole tutta; ha detto in modo più democristiano possibile le stesse cose che duramente avrebbe detto Salvini. Eppoi che il nostro ministro della economia-finanza, il prof Gualtieri, già attivista del PD e funzionario UE dal 2011 al 2019, abbia timori di scrivere o discutere con la Donna delle Monete per il bene dell’Italia dopo che ha preso a “pesciate” in faccia l’attuale Governo Bis-Conte, fa veramente male come italiano, da democratico socialista e liberale.

Il coronavirus, se ce n’era bisogno, dimostra una volta in più che i padri dell’Europa si stanno rivoltando nella tomba, tutti e nessuno escluso, perché i principi fondamentali del federalismo sociale ed economico, del solidarismo fra Stati e della funzione civile-democratica verso i cittadini europei  che “sgronda” in tutti gli articoli del Trattato di Roma, sono stati nel tempo distrutti, calpestati…dimenticati. Perché dobbiamo dar ragione a chi mette in discussione ogni giorno la vera Europa e punta solo al “troppo monetarismo” in tutte le azioni, compreso il coronavirus.

Voglio essere ancora una volta positivo (le critiche costruttive le ho già indicate in precedenti articoli) e guardare avanti, al dopo, al come. Nei prossimi mesi c’è bisogno di liquidità diretta e indiretta nelle tasche degli italiani in base al luogo e il tipo di danno: sospensione e/o cancellazione di tutte le imposte, tasse, sanzioni, multe, interessi, premi che sono un esborso a scadenza per persone fisiche e giuridiche (condono? Forse qui ci vorrebbe), investimenti attrattivi e comunicativi sulla “vita in Italia”, niente assistenzialismo ed elemosine che fanno scattare l’ ”embolo” ai falchi dell’Europa.

A seguire, ma prima possibile,  una forte revisione del fiscal compact, così caro a Gualtieri e tenuto stretto dalla Lagarde, che consenta una flessibilità intelligente in comparti e misure esclusivamente legate alla crescita dei consumi e delle imprese, più fondi di investimento diretto per strumenti d’impresa che favoriscano la salvaguardia di tutti i lavoratori esistenti all’inizio del disastro, per strutture e infrastrutture nazionali ma sotto strettissimo controllo, una maggiore liberazione del cuneo fiscale per incrementare i consumi interni più che l’export, pacchetti turistici di viaggi nazionali e interni supportati da sconti forti e da una pubblicità mondiale statale e un urgente impiego nazionale del 5.0 per tutti, anche per gli anziani che dovranno sacrificarsi ad imparare! Con 3 PIN si fa tutto.

Fra 9 mesi, non prima quindi di novembre e per un SS. Natale 2020 di vera Rinascita, mi auguro di veder crescere il tasso di nuove occupazioni nel settore privato, eliminazione di 3000 enti inutili, una sanità nazionale unica e servizi interregionali attenti anche alla logistica, alle fruibilità elastica, costruzione di nuovi ospedali con più logistica interna per tipo di servizio e non per medicina;  lo sviluppo legale di una maggiore sensibilità sociale e civile, più cura e governo delle periferie e ripristino dell’importanza di valori umani,  più attenzione verso chi sta peggio e verso le giovani famiglie.

Sarebbe un bel segnale concreto e reale di futuro e speranza se verso la fine di questo anno ci fosse un incremento di natalità in tutta Italia!!  Ma non solo, vorrei che il “disastro coronavirus” facesse riflettere chi ci governa anche su:
ripristino dell’educazione civile come materia di istruzione nei primi 10 anni di asilo-scuola, un immediato miglioramento e stimolo d’uso dei servizi pubblici comunali e sui trasporti privati visto il crollo dei PM10 e CO2, meno burocrazia negli uffici pubblici e più autocertificazione con sanzioni e penalità, aggregazione fra comuni piccoli in montagna per la salvaguardia di quel paesaggio culturale-attivo-vissuto così utile anche a chi vive in pianura, un urgente adeguamento costituzionale vero, un duraturo modello elettorale nazionale che rispetti le minoranze ma consenta governi stabili e non in balia di furbetti della poltrona, la nascita di macroregioni, la visione che i problemi veri riguardano i cittadini e non le conclavi politiche o l’assegnazione di presidenze degli enti parapolitici.

Lo spero con tutto il cuore che il coronavirus possa essere una molla per riprendere a vivere con un ritmo e uno stile diverso, anche sui social e nella comunicazione più misurata, partendo magari dal semplice condominio.

 

 

Giampietro Comolli
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Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

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Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
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