Reggio Emilia – Dopo un 2007 in netta ripresa, per il Parmigiano-Reggiano il 2008 si è aperto all’insegna di un calo delle quotazioni all’origine, toccato nell’ottobre scorso il
picco di 8,39 euro/kg (largamente al di sotto dei 9,36 euro del gennaio 2004, ma comunque in grado di concorrere a stabilire una quotazione media 2007 pari a 7,80 euro/kg), per il «re dei
formaggi» si è avviata una fase di flessione che in gennaio ha fatto segnare una media pari a 8,19 euro/kg, con un ulteriore calo a febbraio (7,95 euro/kg) e un cedimento anche nel
mese di marzo.

Ed è in questa difficile fase congiunturale (segnata anche da un rallentamento delle contrattazioni), che si è tenuta l’Assemblea generale dei delegati del Consorzio del
Parmigiano-Reggiano, dalla quale sono emersi messaggi chiari: preoccupazione, da una parte, ma dall’altra anche l’invito ai caseifici ad una valutazione attenta di tutti i fattori che possono
condizionare le vendite, evitando così di innescare spirali recessive che non sarebbero giustificate se non da operazioni di carattere speculativo.
L’Assemblea, in questo clima, ha innanzitutto ripercorso un 2007 che ha segnato un incremento delle quotazioni all’origine dell’11,1%; una ripresa largamente erosa dall’aumento dei costi di
produzione ( 10%) e giunta dopo un triennio segnato da una crisi drammatica, con quotazioni in calo del 30% tra il gennaio 2004 e il settembre 2005.

«Occorre – ha sottolineato il presidente Giuseppe Alai – mettere in campo ogni possibile azione finalizzata ad assicurare maggiore stabilità al comparto: dal rispetto dei piani
produttivi (con buoni esiti anche nel 2007, visto che la produzione si è attestata a 3.080.000 forme, con un calo dello 0,3%) ad integrazioni tra i caseifici finalizzate alla
commercializzazione, all’incremento delle vendite dirette in latteria attraverso punti di vendita qualificati, alle azioni comunicative e promozionali che il Consorzio continua ad implementare,
guardando con particolare attenzione ai mercati esteri».
«In tal senso – ha detto Alai – assume un’importanza straordinaria la recente sentenza della Corte di giustizia delle Comunità europee sul caso »Parmesan», che ha
sgombrato il campo da qualsiasi possibilità dell’uso di questa denominazione da parte di produttori che non si attengono al disciplinare della nostra Dop, rendendo sicuramente più
agevole il cammino che da tempo abbiamo intrapreso in sede giudiziaria – e sempre con successo – contro ditte anche di grandi dimensioni che si sono rese responsabili di imitazioni e
contraffazioni». «Questa casistica a noi favorevole e la sentenza – ha aggiunto Alai – ci auguriamo costituisca un deterrente suffciente a scoraggiare gli imitatori, ma in ogni caso
vigileremo e agiremo con estrema determinazione a tutela del nostro prodotto».

Per quanto riguarda il bilancio consortile, dati molto significativi si riscontrano proprio sul versante della vigilanza sui processi che vanno oltre la produzione (con 1.507 ispezioni su
confezionatori, punti vendita, magazzini e grattugiatori), sulle iniziative promozionali in Italia (escluse le sponsorizzazioni, sono un centinaio le grandi manifestazioni cui il Consorzio ha
partecipato in ogni area del Paese, cui si sono aggiunte la le presenze nei duty shop di Milano Linate e Malpensa) e all’estero (dal Giappone alla Spagna, dalla Francia agli USA, dalla Germania
alla Russia, ecc.), accompagnate da una fitta serie di manifestazioni dedicate al mondo della distribuzione, della ristorazione e dell’informazione, con un investimento complessivo in
comunicazione superiore ai 13 milioni di euro.

Le visite guidate in caseificio hanno interessato 6.518 persone provenienti dall’estero (e fra questi 224 giornalisti, 578 cuochi e ristoratori, 398 iscritti a scuole alberghiere e 129
diplomatici) e 10.894 italiani, con una particolare attenzione alle scuole (4.680 visite) e agli istituti alberghieri e agrari (1.824 visite).
«L’obiettivo di far conoscere meglio non solo le caratteristiche del nostro prodotto, ma anche come va presentato e degustato – sottolinea Alai insieme al direttore dell’Ente di tutela,
Leo Bertozzi – ci ha poi visto in campo con corsi di aggiornamento per dettaglianti (a Vicenza, Napoli, Roma, Perugia, Bari, Bologna, Milano, Catania, Torino e Pescara), la seconda edizione del
corso di formazione per i ristoratori, la nuova edizione del corso per assaggiatori e numerose iniziative di educazione alimentare». «Il nostro intento – osservano i dirigenti del
Consorzio – è quello di rafforzare una cultura di prodotto che valorizzi aspetti di genuinità, naturalità, artigianalità, proprietà alimentari e gusti di un
prodotto versatile e assolutamente unico».

Parola nette di Alai a proposito della sponsorizzazione di Coni-Casa Italia che avrà i suoi primi effetti con le Olimpiadi di Pechino. A chi sta chiedendo al Consorzio di non
sponsorizzare l’evento in un Paese che si sta rendendo protagonista di repressioni violente in Tibet, Alai risponde: «siamo ovviamente colpiti e rammaricati di fronte a quanto sta
accadendo in Tibet, ma sia chiaro che il Consorzio non sostiene nè il governo cinese nè la sua politica: sostiene ed è fornitore ufficiale della squadra italiana impegnata
in questo evento, nei prossimi Giochi del Mediterraneo, nei Giochi della gioventù, fino alle Olimpiadi invernali di Vancouver del 2010». «Abbiamo scelto di sostenere lo sport
perchè è un veicolo che avvicina gli uomini e non li allontana e, oltretutto, rappresenta bene le caratteristiche di naturalità del nostro prodotto e le sue
proprietà energetiche, di facile digeribilità, di alimento che assicura benessere psicofisico: non siamo perciò disposti ad accettare strumentalizzazioni su queste
scelte».