Con la presentazione del DPEF arriva anche la clamorosa autodenuncia del Ministero delle Politiche Agricole sul completo immobilismo del Dicastero nell’attuazione delle misure per il settore di
propria competenza, contenute nella finanziaria .

E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento al documento sull’operatività della manovra finanziaria 2007 divulgato dallo stesso Ministero delle Politiche Agricole che evidenzia
chiaramente la grave responsabilità del Ministro Paolo De Castro nella mancata attuazione di praticamente tutti i provvedimenti rilevanti per il settore di propria competenza.

Gli unici interventi operativi – riferisce la Coldiretti – sono quelli approvati dal Parlamento ed entrati automaticamente in vigore mentre sono rimasti nel cassetto, da attuare o addirittura
in fase istruttoria, altre importanti misure che prevedevano un atto di competenza del Ministro: dal decreto per le nuove società agricole a quello per la gestione assicurativa delle
calamità atmosferiche e per le crisi di mercato, dalla vendita diretta degli agricoltori alle intese di filiera fino al mancato sviluppo delle energie pulite dalla campagna necessarie
per contrastare i cambiamenti climatici, diversificare le fonti di approvvigionamento e alleggerire il peso delle bollette su tutti i cittadini. Tra le misure previste per il settore agricolo,
che necessitavano di essere attuate in via amministrativa, soltanto una è riferibile all’attività del Ministero che resta invece inadempiente su ben 27 provvedimenti fortemente
condivisi dalla Coldiretti nella finanziaria.

Sono anche queste le ragioni della più grande manifestazione promossa dagli agricoltori negli ultimi anni fissata dalla Coldiretti a Bologna l’11 luglio a partire dalle ore 10,00 in
Piazza 8 Agosto dalla quale si muoverà il corteo per Piazza Maggiore dove sarà allestito un megapalco. “Giu’ le mani dalla qualità italiana” è lo slogan contro il
tentativo di standardizzare e omologare verso il basso la qualità dell’agricoltura italiana per asservirla ad un modello di sviluppo produttivistico, contrario all’interesse delle
imprese, dell’ambiente e dei consumatori.

Una manifestazione partecipata da decine di migliaia di imprenditori agricoli, cittadini, consumatori, mamme e rappresentanti delle Istituzioni per chiedere – conclude la Coldiretti – di
trasformare le troppe promesse in atti concreti a vantaggio delle imprese e dei consumatori.

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