Da ora in poi vietato consumare alcoolici e super alcoolici per chi lavora in Rai. Per nessun motivo. Né alle mense, né al bar fuori Saxa Rubra e tantomeno portarsi la bottiglia
da casa. Pena il licenziamento. “Siamo diventati degli integralisti islamici? Sono arrivati i talebani? ” La reazione dei dipendenti più inviperita non poteva essere al “comunicato al
personale” numero 9023, del 18 giugno 2007. Lo ha firmato il responsabile delle risorse umane e organizzazione, Maurizio Braccialarghe, da poco nominato ad della Sipra. Ma che c’è in
realtà dietro l’ennesima stranezza targata Saxa Rubra? Nella circolare di Braccialarghe si fa riferimento all’intesa del 16 marzo 2006 emanata dalla conferenza permanente per i rapporti
tra lo stato e le regioni e le provincia autonome di Trento e Bolzano, pubblicata sulla gazzetta ufficiale, serie generale del 30 marzo 2006, numero 75, che “ha individuato in 14 punti le
attività lavorative che comportano un elevato rischio per la sicurezza, l’incolumità o la salute dei terzi, ai fini del divieto di assunzione e somministrazione di bevande
alcoliche e superalcooliche”.

“Tra le attività indicate – si legge nella burocratica circolare che non teme il ridicolo – ve ne sono alcune presenti in azienda, svolte anche da società terze (esempio
manutenzione degli ascensori, medico comunque preposto ad attività diagnostiche e terapeutiche, infermiere, mansioni comportanti l’obbligo della dotazione del porto d’armi, ivi comprese
attività di guardia particolare e giurata, addetti alla guida di veicoli stradali per i quali è richiesto il possesso della patente di guida categoria B, C, D, E e di veicoli in
servizio di noleggio con conducente, mansioni che prevedono attività in quota, oltre i due metri di altezza) “. “Pertanto – continua la nota – al fine di dare concreta attuazione alla
menzionata normativa e di garantire nel miglior modo possibile la sicurezza, l’incolumità e la salute di tutti i lavoratori ed i soggetti terzi, a decorrere dal 1° luglio viene
introdotto un divieto generalizzato di somministrazione di bevande alcooliche e superalcooliche nei confronti di chiunque fruisca del servizio mensa”. “Tale divieto viene inoltre esteso –
continua la nota – nei confronti di tutti gli esercizi posti nei luoghi di lavoro (esempio bar aziendali, distributori automatici di bevande) ovvero posti all’esterno ma comunque dedicasti alla
refezione dei dipendenti e/o collaboratori (esempio ristoranti convenzionati) “.

Insomma siccome alla Rai ci sono le guardie giurate, i medici, gli addetti agli ascensori e quelli che lavorano a due metri di altezza, Braccialarghe vieta a tutti i dipendenti di assumere
alcoolici non solo nelle mense Rai ma anche “in quelle convenzionate e vieta altresì a tutti i dipendenti di assumere bevande alcooliche sui luoghi di lavoro e durante l’orario di
lavoro”. Un neo proibizionismo che ha già fatto impazzire di rabbia repressa quasi tutti i giornalisti Rai che allargano le braccia in segno di sconforto quando qualcuno gli nomina la
circolare Braccialarghe. C’è anche chi ipotizza che questa amenità sia dovuta all’islamically correct che sta contagiando anche viale Mazzini e tutti si domandano chi e come
farà i controlli del tasso alcolico, magari con il palloncino. Forse la Rai istituirà le “guardie a repressione del vizio e a promozione della virtù” come in Iran e in
Arabia Saudita? Da notare infine che in questa direttiva, che richiama l’intesa Stato-Regioni di cui sopra, non si fa menzione di alcun tipo di droghe. E c’è anche chi dice che forse i
dipendenti passeranno allo spinello in massa per tirarsi su visto che i cicchetti sono stati proibiti.

Dimitri Buffa

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