La Camera richiama De Castro: ci vuole più tempestività e più informazioni, il pomo della discordia è il decreto sui contributi in favore di enti e organismi
agricoli, il ministro l’ha approvato e spedito alla Camera. Ha dato il suo parere favorevole ma con pesanti osservazioni. Facciamo un passo indietro.

Il titolare delle Politiche agricole vara lo schema di decreto che stabilisce gli importi dei contributi dello Stato in favore di enti, istituti, fondazioni e altri organismi. Si tratta di un
testo che ogni anno deve essere approvato dal dicastero. In verità, secondo la legge, deve avere l’ok entro il 31 gennaio. O meglio, dovrebbe. E veniamo al merito del testo. Anzitutto a
De Castro va iscritta una piccola svolta. È vero che ha tagliato i fondi per gli enti del settore, ma almeno meno rispetto al passato. Con le Finanziarie dal 2002 al 2004, quelle targate
Tremonti, la sforbiciata per tutti era stata del 10,43%. Stavolta invece solo del 2,2%. E chi ride per le scelte degli uffici di via XX Settembre? Dei 5,3 milioni a disposizione la parte del
leone la fa come ogni anno l’Inran, l’istituto nazionale della nutrizione che si «pappa» 3,9 milioni. Per la prima volta sotto la soglia dei quattro, con un taglio netto del 3,6%
(-147mila in meno rispetto all’anno scorso). Buon raccolto anche per l’Inea, l’istituto nazionale di economia agraria, che riceverà poco più di un milione, con una riduzione del
3,9% (43mila in meno nel confronto con il 2005).

Possono ridere anche «gli enti e gli uffici internazionali che svolgono attività interessanti per l’agricoltura», che avranno un incremento del 2,9% del loro contributo,
salendo a 85mila euro totali. Ma la scelta forse politicamente più rilevante riguarda il centro ricerche economico-agrarie per il Mezzogiorno, che si trova a Portici, alle porte di
Napoli. Incasserà 70mila euro in più rispetto all’anno scorso e il suo contributo annuale sale a 255mila totali, con un aumento del 37% nel confronto con la somma del 2005. La
commissione Agricoltura di Montecitorio si occupa della questione e concede il parere favorevole con due bei «però».

Il primo è che «con riferimento agli anni successivi, il governo provveda a predisporre e trasmettere alle competenti commissioni parlamentari lo schema di decreto ministeriale di
riparto dello stanziamento iscritto nello stato di previsione della spesa del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, relativo a contributi da erogare ad enti ed organismi,
in modo più tempestivo e, in ogni caso, entro i primi sei mesi dell’anno al quale il decreto si riferisce». Insomma, non sotto Natale. In secundis, Montecitorio chiede che
«sempre con riferimento agli schemi di decreto ministeriale di riparto relativi agli anni successivi – si legge nel parere -, il governo provveda a trasmettere in allegato, insieme alla
relazione concernente l’attività svolta nell’anno precedente, anche l’ultimo bilancio approvato o, comunque, i dati essenziali aggiornati sulla gestione finanziaria degli enti e degli
organismi destinatari dei contributi». La Camera insiste. Vuole il rispetto dei tempi, più chiarezza e più informazioni nei decreti sui quali bisogna decidere. F. D. O.