Centomila alunni delle scuole elementari e medie di tutta Italia insieme a sessantamila volontari tra scout e cittadini saranno la risorsa più preziosa dell’edizione 2007 di Operazione
Fiumi.

La campagna di Legambiente, realizzata in collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile, torna anche quest’anno a viaggiare lungo la Penisola per promuovere la prevenzione dal
rischio idrogeologico. Per l’edizione 2007 saranno 34 le tappe in 13 regioni, che toccheranno grandi fiumi come il Po e il Tevere, fino alle fiumare calabresi e siciliane.
A 10 anni dalla fondazione del gruppo Legambiente Protezione Civile, nato in occasione del sisma che nel 1997 colpì Umbria e Marche, Operazione Fiumi torna in tutta Italia per
sensibilizzare i cittadini, soprattutto i più piccoli, sulla necessità di salvaguardare i corsi d’acqua e di gestire correttamente il territorio, ma anche per far capire
l’importanza di creare una nuova mentalità sulle tematiche di protezione civile. Piani d’emergenza aggiornati ed efficaci e un’adeguata e costante informazione alla popolazione sono,
infatti, elementi di primaria importanza per salvare vite umane in caso di calamità.
Le scolaresche saranno coinvolte in attività educative di informazione e sensibilizzazione e sempre in primo piano ci saranno il monitoraggio delle situazioni più a rischio e le
proposte per una piena messa in sicurezza del territorio. Così Legambiente, Dipartimento della Protezione Civile, Scout dell’Agesci e del Cngei, l’Associazione nazionale Alpini,
l’Associazione nazionale Vigili del fuoco in Congedo, la Protezione Civile delle regioni Marche e Sicilia riporteranno l’attenzione sul rischio idrogeologico in oltre 500 località dal
Nord al Sud della penisola.

“Gli sconvolgimenti del clima sempre più evidenti rendono pressanti anche i problemi legati al rischio idrogeologico – spiega Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente – e
proprio per questo le attività di volontariato ambientale così come quelle di protezione civile assumono un’importanza fondamentale per la tutela del territorio italiano reso
sempre più fragile dall’abusivismo, dal disboscamento, dalla mancata manutenzione dei corsi d’acqua e da un urbanizzazione a volte del tutto irrazionale”.

Tra i 5.581 comuni italiani ad alto rischio idrogeologico, che rappresentano il 70% del totale, 9 comuni su dieci, infatti, hanno abitazioni in aree a rischio e più della metà ha
addirittura fabbricati industriali in zone soggette a pericolo, che comportano in caso di alluvione, oltre al rischio per la vita dei dipendenti, anche lo sversamento di prodotti inquinanti
nelle acque e nei terreni. Solo negli ultimi 10 anni, il nostro territorio è stato martoriato da ben 12.176 calamità idrogeologiche, dato che mette in luce come il territorio del
nostro paese sia fragile, e come ormai siano sufficienti semplici temporali per provocare, nel migliore dei casi, allagamenti e disagi.

“Il ricorrere di eventi alluvionali con conseguenze gravi per la popolazione – continua Ferrante – non può essere attribuito solo alle intemperanze del clima, ma soprattutto a un modello
di sfruttamento intensivo e poco programmato del territorio, che vede sempre più spesso sorgere abitazioni un po’ ovunque lungo i corsi d’acqua, senza tenere conto del rischio
idrogeologico. La sicurezza dei cittadini e il risanamento del territorio – conclude Ferrante – devono rappresentare dunque una priorità assoluta a tutti i livelli della politica. E’
necessario però che le opere di messa in sicurezza idraulica e dei versanti non diventino alibi per continuare a costruire irrazionalmente lungo i fiumi”.

Un percorso didattico organizzato, giochi dedicati agli alunni delle scuole, una “caccia al tesoro” per scovare la via di fuga in caso di emergenza e un campo attrezzato per l’informazione ai
cittadini sono gli strumenti messi in campo dalla nuova edizione di “Operazione fiumi 2007”. Metodi divertenti e innovativi per conoscere il rischio idrogeologico, la strategia di un piano di
evacuazione e i luoghi dove recarsi in situazioni di pericolo sapendo quali sono i comportamenti individuali e collettivi da adottare per restare in sicurezza. Ma “Operazione Fiumi 2007” si
avvarrà anche dell’ausilio di mezzi speciali, braccia e buona volontà, per ripulire gli argini dei fiumi e liberare i pilastri dei ponti dai rifiuti ingombranti portati dalle
precedenti piene: un contributo concreto alla manutenzione dei corsi d’acqua.

Dal 29 settembre la carovana di “Operazione Fiumi” effettuerà trentaquattro tappe in tredici regioni italiane per poi concludere il percorso a Roma, dove saranno presentati i dati
inediti di “Ecosistema rischio 2007”, l’indagine di monitoraggio sulle attività che le amministrazioni comunali hanno concretamente messo in campo per la sicurezza dei cittadini e del
territorio contro il rischio idrogeologico.

Il 20 e 21 ottobre, contemporaneamente alla tappa di Roma di “Operazione Fiumi”, saranno organizzate le giornate nazionali di prevenzione delle alluvioni. Nell’arco dei due giorni, in oltre 500
località, volontari e scout ma anche singoli cittadini si dedicheranno ad una iniziativa di manutenzione del territorio andando a scovare e pulire piccole e grandi discariche lungo i
fiumi italiani. In contemporanea saranno organizzate iniziative di informazione e sensibilizzazione dedicate ai ragazzi delle scuole.

Il Dipartimento della Protezione Civile sostiene “Operazione Fiumi 2007” perché collega due aspetti di fondamentale importanza del problema idrogeologico. Da un lato, infatti, la
manifestazione richiama l’attenzione sulla necessità di una corretta manutenzione del territorio, di attività di prevenzione, di interventi mirati ad affrontare gli aspetti
strutturali che determinano le soglie di rischio. Dall’altro lato, “Operazione Fiumi” sottolinea l’importanza dei piani di emergenza che ogni comune deve predisporre, ma ancor più la
necessità che la popolazione conosca il piano e sappia esattamente cosa fare e dove andare in caso di emergenza. L’efficacia dell’intervento di protezione civile è in funzione del
livello di informazione della popolazione, della consapevolezza del rischio e della capacità di collaborare con i soccorritori con comportamenti appropriati.

Il percorso di “Operazione Fiumi 2007”:

La campagna prenderà il via sabato 29 e domenica 30 settembre in Veneto, a Camposampiero (PD), per poi spostarsi il 1 ottobre a Padova. Il 3 ottobre sarà la volta di Alzano
Lombardo (BG) e poi Milano, il 4 e il 5. Il 7 ottobre l’equipaggio sarà a Casale Monferrato (AL) e l’8 a Torino. Dal 9 all’11 ottobre le tappe liguri: il 9 a Sarzana (SP), il 10 al Parco
nazionale delle Cinque Terre (SP) e l’11 a Genova. Poi “Operazione fiumi” si sposterà in Toscana, il 13 e 14 ottobre a Chitignano (AR) e il 15 a Firenze. Il 17 e il 18 ottobre
sarà la volta di Bastia Umbra (PG) e il 19 di Perugia. E ancora a Roma il 20 e 21 ottobre; a Jesi (AN) il 23 e 24, ad Ancona il 25; il 26 a Lanciano (PE) e il 27 a Pescara; il 29 e 30
ottobre a Canosa di Puglia (BA) e il 31 a Bari; il 3 e 4 novembre a Rocca D’Evandro (CE) e il 5 a Napoli; il 6 e 7 novembre a Bagnara Calabra (RC) e l’8 a Reggio Calabria. “Operazione fiumi”
concluderà il suo viaggio con la tappa ad Agrigento dal 9 all’11 novembre.

I corsi d’acqua monitorati dalla campagna

Il monitoraggio di Operazione Fiumi 2007 interesserà i grandi fiumi così come i corsi d’acqua minori e toccherà il Po, il Magra, il Tevere, il Sangro, l’Ofanto, il
Garigliano. E’ lungo i torrenti, le fiumare e piccoli corsi d’acqua, infatti che spesso sono compiuti gli scempi più gravi, con intubazioni, discariche abusive, ponti sottostimati e case
costruite sin dentro gli alvei.

Ecosistema rischio

Una vera e propria classifica dello stato di sicurezza dei nostri comuni dal dissesto idrogeologico, un’occasione per sollecitare interventi e soluzioni per inadempienze o lentezze e per
valorizzare il buon lavoro svolto da moltissimi comuni. Saranno monitorate le azioni messe in campo da oltre 5.000 amministrazioni comunali, per quanto di loro competenza, volte alla
mitigazione del rischio idrogeologico in tutto il paese. Ai comuni più meritori sarà assegnata con Operazione Fiumi la bandiera “fiume sicuro” da esporre nel proprio territorio
come riconoscimento del buon lavoro realizzato.