Ecco il pane al latte materno

Ecco il pane al latte materno

Creare un forma di pane utilizzando il latte di un donna umana.

Questo è il progetto messo in cantiere dall’artista Franca Formenti con l’aiuto del maestro fornaio Gabriele Bonci.

E lo “scandalo” non sarà solo alimentare, ma anche politico morale: verrà infatti usato latte di una madre di colore, per simboleggiare lo sfruttamento dei neri da parte del
benestante uomo bianco, che costringe spesso tale popolazioni al lavoro nero. Il panino, pensato per avere la forma di una brioche siciliana (quindi di un seno) tenterà di spezzare tale
catena di nutrimento perverso. Esso sarà così messo in vendita nella panetteria Bonci ed il ricavato andrà in beneficenza. Come a dire: la maternità non ha colore ed
i suoi prodotti non dovrebbero portare alla discriminazione.

Ecco il parere di Gabriele Bonci: “In fondo il pane è simbolo di maternità (il potere del lievito), metafora dell’essere umano (come l’uomo il pane è composto dell’80% di
acqua e poi di proteine ecc.), sintesi dei valori di un popolo (ognuno si esprime in un diverso tipo di pane). Ora si tratta di studiare quantità e dosi, perché ovviamente ogni
latte come ogni farina, va trattato in modo diverso”.

Ma, se l’idea del latte materno come cibo non dei neonati può sembrare strana, il pane della coppia Bonci-Formenti non è sicuramente la prima manifestazione.

In Svizzera, è guerra aperta tra le autorità di Winterthur e Hans Locher, chef dello “Storchen”, un ristorante locale.

Locher sostiene infatti di aver usato il latte della moglie, da poco madre di una bambina per diverse creazioni culinarie. Il picco di questa sua nuova via è stata la rielaborazione
dello Zürcher Geschnetzeltes, spezzatino di vitella, cipolle funghi, simbolo della cucina Zurighese. Secondo Storchen, l’aggiunta del latte materno permette di raggiungere il “Nirvana
palatale” ed è così in cerca di fattrici umane, a cui offre 10 Euro al litro. Sempre che il tutto non sia bloccato dai funzionari cantonali, che hanno bollato il nuovo ingrediente
come “Un’idea assurda” e stanno cercando di terminare la vicenda facendo intervenire la legge.

Favorevoli e contarsi si stanno anche sfidando in Inghilterra.

Apre le danze la PETA (People for the ethical threatment of animals) che propone il latte materno come base per il gelato. Per gli animalisti il latte materno è più sicuro del
latte vaccino. Spiega la presidentessa Reiman: “L’utilizzo di latte bovino per il gelato è un pericolo per la salute dei clienti. I prodotti lattiero-caseari sono collegati al diabete
giovanile, ma anche ad allergie, stipsi, obesità, oltre ai tumori alla prostata e alle ovaie”.

La risposta, stizzita, è arrivata dalla Ben & Jerry’s, una delle più famose aziende inglesi che producono gelato. A metterci la faccia un loro portavoce: “Plaudiamo allo
sforzo del gruppo animalista per portare l’attenzione su un problema serio, ma riteniamo che il latte di una madre sia utile usarlo per il proprio bambino”.

Ultima tappa del viaggio, la Francia.

Una piccola azienda casearia transalpina ha deciso di ripristinare un’antica tradizione, producendo formaggio con latte umano. Per poter far ciò, i proprietari hanno iniziato il
reclutamento di neo-mamme, dai 25 ai 45 anni.

Matteo Clerici

Related Posts
Leave a reply