Ecomondo, vitivinicoltura 2.0: anidride carbonica di fermentazione, da scarto ad opportunità

Ecomondo, vitivinicoltura 2.0: anidride carbonica di fermentazione, da scarto ad opportunità

Palermo 09/11/2015 – ECOMONDO 2015 “L’anidride carbonica di fermentazione: da scarto ad opportunità. La vitivinicoltura 2.0”.
Workshop a cura dell’Istituto Regionale Vino e Oli di Sicilia con la collaborazione di ENEA e Legacoop Agroalimentare della Sicilia – Padiglione Cooperambiente, Ecomondo Rimini   edizione novembre 2015.
<<L’importante Workshop svoltosi il 4 novembre scorso a Rimini – afferma Pino Gullo Responsabile Dipartimento di Green Economy di Legacoop Sicilia –  interpretando il ruolo e i temi in chiave di riduzione di CO2 e di agricoltura sostenibile, ha messo in evidenza con forza le notevoli opportunità che presenta il segmento di utilizzo dei sottoprodotti in termini di decarbonizzazione dai fossili e di recupero economico delle materie prime.>>.
Sotto l’attenta regia del prof. Antonello Pezzini, rappresentante del Comitato Economico e Sociale Europeo, che ha presieduto e moderato l’evento animandolo con un filmato introduttivo sulle nanotecnologie,  è stato affrontato il possibile contributo del settore vitivinicolo al  tema della decarbonizzazione e dei cambiamenti climatici,  di grande attualità ed in perfetta armonia con il COP21  sul clima che si terrà nel mese di dicembre 2015 a Parigi.
In sostanza, anche se in ambito agricolo il ciclo della CO2 è considerato un ciclo chiuso e in parecchi contesti diventa carbonio negativo, ovvero: assorbe più CO2  di quanta ne emette in atmosfera,  il progetto, presentato dall’enologo Mario Ragusa  dell’Istituto Regionale Vini e Oli di Sicilia, migliora ulteriormente questo rapporto attraverso la trasformazione della CO2 stessa in Biometano. Processo non privo di apporti energetici esterni che possono essere reperiti nelle fonti energetiche alternative: sole, vento, maree o dalle eccedenze di rete dovute ai surplus di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili non programmabili.
Se si vede il progetto in un contesto di economia circolare si può ipotizzare che, attraverso l’utilizzo dell’apporto delle energie alternative, l’uva diventa mosto , raspi e vinacce che producono CO2 che diventa biometano che può essere utilizzato per alimentare le macchine che lavorano nelle vigne per la produzione di uva  che diventa mosto, raspi e vinacce che producono CO2…….in un loop infinito.
Il Dott. Andrea Capriccioli di ENEA ha presentato il progetto Progeo . Progetto volto a realizzare un impianto di recupero della CO2 emessa dal ciclo di vinificazione. Con il supporto di slide sono state illustrate le varie fasi del progettuali: dagli obiettivi alle attività necessarie al loro raggiungimento; dalla quantificazione della CO2 presente in cantina al sistema di cattura; dalle prove di metanizzazione effettuate presso l’Università Roma 3 in collaborazione con il prof. Luisetto al suo possibile utilizzo nel ciclo produttivo della Cantina, nell’industria alimentare, in processi di raffreddamento e per la trasformazione in metano tramite reazione di Sabatier.
Nella presentazione è anche stata affrontata valutazione dei costi necessari per la realizzazione di un impianto in grado di catturare 2.000 T/Anno di anidride carbonica che ammonterebbero a circa 2.500.000€.
Passando ad analizzare la realizzazione di un progetto pilota di metanizzazione della CO2  il Dott. Sergio Mantovani ha illustrato il grande lavoro svolto sia in termini di tecnologie utilizzate che di ricerca dei materiali, che delle analisi effettuate sulla permeabilità ai gas degli stessi per poter garantire la massima sicurezza nel processo di conversione.
Biagio Bergesio di Legacoop Agroalimentare, in conclusione,  ha sottolineato l’importanza del settore Vitivinicolo all’interno della Associazione che raggruppa, a livello Nazionale, 80 cantine, con un fatturato di circa un miliardo di Euro anno e pertanto, qualora la tecnologia garantisca un rapporto costi benefici soddisfacente, non distolga le aziende dal loro ruolo istituzionale di produrre buon vino e non rappresenti alcun pericolo in termini di sicurezza, il progetto potrebbe diventare un ottimo viatico per creare valore sia i termini economici che in termini ambientali.

 

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