La Commissione Nazionale Paritetica per le Casse Edili ha celebrato oggi a Roma il Trentennale dalla sua fondazione con una tavola rotonda alla quale sono intervenuti tutti i principali
attori del mondo dell’edilizia: sindacati dei costruttori e dei lavoratori, il Governo (era presente il ministro Sacconi), rappresentanti del mondo accademico,
dell’industria e della cooperazione. È stata l’occasione per tirare le somme dell’attività delle Casse Edili nel nostro Paese: in 90 anni si è
sviluppato un sistema capillarmente radicato sul territorio, in cui sono impegnate oltre 3mila persone che gestiscono ogni anno con scrupolosa trasparenza 2 miliardi di euro di
contributi versato dalle 160mila imprese iscritte. A loro è stata anche affidata la responsabilità di più della metà dei 4 milioni di Durc (Documento unico
di regolarità contributiva) rilasciati negli ultimi 3 anni, grazie ai quali sono stati raggiunti importanti risultati in termini di emersione del lavoro nero in edilizia.

Prezioso in questo contesto è il ruolo degli enti bilaterali, che si sono impegnati per delimitare gli spazi conflittuali senza lasciare che sconfinassero mai nella
delegittimazione della controparte. “La crescita delle Casse Edili – ha dichiarato il presidente della Cnce Armido Frezza – ha dimostrato come esse siano espressione
della vitale capacità propria dell’autonomia delle parti sociali che nell’esercizio del loro potere negoziale e attraverso il dialogo hanno potuto e possono cogliere
le esigenze dei lavoratori e delle imprese del nostro settore”.
Dal Vicepresidente della Cnce Mauro Macchiesi è venuto un forte appello all’unitarietà di intenti delle parti sociali, tanto più opportuno in un momento di
difficoltà per l’edilizia e per l’intera economia del Paese: “è nella fase di crisi che si possono fare scelte di selezione – ha detto Macchiesi
– ma anche di ricerca e di innovazione da spendere nel sistema di imprese e nella professionalità dei lavoratori. Crediamo che il settore delle costruzioni possa
contribuire a fare uscire il nostro Paese dalla crisi se si interviene reperendo risorse aggiuntive da investire e attuando una vera politica industriale per il sistema delle imprese e
degli investimenti”.

E proprio al tema degli investimenti si è ricollegato nel suo intervento anche il prof. Michele Bagella, preside della facoltà di Economia dell’Università di
Roma – Tor Vergata: “i piani anticrisi dei singoli Paesi europei – ha rilevato – sono stati indirizzati verso il settore bancario e verso gli stimoli fiscali;
ciò vale per Francia, Germania, Svizzera, Regno Unito. L’Italia ha seguito lo stesso approccio: mancano interventi specifici nelle infrastrutture e costruzioni. Si prevede
che nel 2009 gli investimenti nelle costruzioni subiranno una consistente riduzione prevista nella misura dell’1,5% in termini reali”.

In occasione del Trentennale sono stati consegnati 4 premi per tesi di laurea sulle Casse Edili per un valore complessivo di 12mila euro. I vincitori sono stati selezionati tra studenti
delle facoltà di Giurisprudenza (Università di Roma – Tor Vergata e Università di Torino), Ingegneria (Università di Bergamo) e Sociologia (Università
di Roma – La Sapienza).