BRUXELLES. Su richiesta della Commissione europea, l’EFSA ha valutato la possibilità di un potenziale aumento del rischio per la salute del consumatore qualora fosse autorizzato
l’aumento dei livelli di aflatossine in mandorle, nocciole e pistacchi. “Le aflatossine – si legge nel documento dell’Efsa – si trovano naturalmente in alimenti quali le noci, i fichi e altra
frutta secca, le spezie e gli oli vegetali greggi. Le aflatossine sono prodotte da muffe che crescono sulle piante prima del raccolto o sugli alimenti durante l’immagazzinamento e sono
difficili da eliminare perché sono organismi estremamente termoresistenti. Si tratta di sostanze indesiderabili poiché è stato dimostrato che provocano il cancro nell’uomo
e negli animali”. Le aflatossine B1, B2, G1 e G2, M1 sono fortemente sospettate di esplicare un’azione tossica, mutagena e cancerogena a carico del fegato e tossica per il sistema immunitario.
La più pericolosa è la B1.

Il gruppo scientifico dell’EFSA che si occupa di contaminanti nella catena alimentare (gruppo CONTAM) ha concluso nel suo parere che l’aumento dei livelli massimi di aflatossine in questi tre
tipi di frutta con guscio avrebbe solo effetti minori sull’esposizione alimentare totale prevista da tutte le fonti e sul rischio di cancro. Gli esperti scientifici dell’EFSA hanno tuttavia
sottolineato che è indispensabile mantenere l’esposizione alle aflatossine da fonti alimentari la più bassa ragionevolmente possibile, riducendo l’esposizione dalle fonti che
maggiormente contribuiscono all’esposizione alimentare totale alle aflatossine.

“Il gruppo scientifico – si legge ancora – ritiene che mantenere un’esposizione la più bassa ragionevolmente possibile alle aflatossine da fonti alimentari sia importante per tutelare la
salute pubblica. Gli esperti hanno sottolineato l’importanza di ridurre il numero di alimenti altamente contaminati che raggiungono il mercato nonché di ridurre l’esposizione ad altri
alimenti, non solo alla frutta con guscio. Il gruppo scientifico ha concluso che l’aumento dei livelli massimi di aflatossine in mandorle, pistacchi e nocciole avrebbe solo effetti minori
sull’esposizione alimentare totale dei consumatori stimata da tutte le fonti e, di conseguenza, sul rischio di cancro. Nella sua valutazione il gruppo scientifico ha tenuto conto anche dei
consumatori con un alto livello di consumo”.

Le esposizioni alimentari stimate per i bambini rientrano nell’intervallo delle stime per la popolazione adulta. I principali responsabili dell’assunzione di aflatossine da parte dei bambini
sono gli alimenti diversi dalla frutta con guscio, per i quali non sono disponibili dati specifici relativi all’alimentazione nei bambini.

La Commissione europea ha richiesto il presente parere nell’ambito delle discussioni intervenute durante le riunioni della Commissione del Codex Alimentarius della FAO e dell’OMS
(Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura e Organizzazione Mondiale della Sanità). Mentre i livelli massimi dell’UE per mandorle, nocciole e pistacchi
lavorati corrisponde attualmente a 4 µg/kg di aflatossine totali, la Commissione del Codex Alimentarius ha proposto nel 2005 di
fissare a 15 µg/kg i livelli di aflatossine totali per mandorle, nocciole e pistacchi non lavorati. Nella riunione del 2006 si
è discusso di adottare un livello pari a 8 µg/kg per questi tre tipi di frutta con guscio pronta al consumo, senza che
tuttavia fosse adottata una decisione finale.

Lo scopo dell’introduzione a livello internazionale di questi livelli massimi proposti di aflatossine per i tre tipi di frutta con guscio è quello di favorire gli scambi commerciali in
tutto il mondo. La Commissione europea rappresenta l’Unione europea nelle riunioni della Commissione del Codex Alimentarius. Il parere dell’EFSA fornisce a Bruxelles una base scientifica per
rispondere a queste proposte.

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