Emergenza cimice asiatica, Paolo Bruni: “Non si può aspettare”

Emergenza cimice asiatica, Paolo Bruni: “Non si può aspettare”

La cimice asiatica sta seminando il panico negli agricoltori del Nord Italia. Questo insetto originario di Cina, Giappone e Taiwan, è stato introdotto fortuitamente in Occidente prima negli USA e, dal 2012, è arrivato anche Italia. La cimice asiatica è attratta dai frutti e nel nostro Paese ha già danneggiato tantissime coltivazioni, in primis di pero, melo e pesco.

Il problema maggiore è che al momento non esistono “soluzioni miracolose”. Lo scorso luglio, l’assessore regionale all’agricoltura Simona Caselli, ha convocato un tavolo tecnico con le associazioni agricole e le organizzazioni di produttori ortofrutticoli per sostenere gli imprenditori agricoli, che rischiano di indebitarsi.

“La crisi di governo e le consultazioni in corso a Roma – sottolinea il presidente di CSO Italy Paolo Bruninon possono far passare in secondo piano un problema che rischia di mettere definitivamente in ginocchio non poche aziende ortofrutticole. Non si possono fermare provvedimenti, come quelli dell’autorizzazione a combattere la cimice asiatica con insetti antagonisti, indispensabili per cercare di fronteggiare un problema tanto grave. Pertanto bene ha fatto l’assessore Caselli a procedere in Emilia Romagna, stanziando finanziamenti finalizzati ad azioni concrete”.

Qui serve una svolta – aggiunge subito il presidente di CSO Italyche dia priorità nell’agenda di governo alle produzioni agricole e ortofrutticole in particolare, prima che sia troppo tardi. Siamo davanti a una ricchezza nazionale che rischiamo di vedere ridimensionata e che noi di CSO vogliamo, insieme agli altri organismi di settore, a tutti i costi sostenere“.

Il CSO Italy pertanto non solo è allineato, ma sostiene l’azione di Simona Caselli per misure tempestive, mettendosi a disposizione in tutte le sedi e in tutti gli ambiti in cui si possa utilmente intervenire.

Leggi Anche
Scrivi un commento